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Penetrare lo spazio e incontrare il fluire del tempo, è possibile solo a chi non si illuda di liberarsi dalle condizioni sensibili portandosi oltre uno spazio e un tempo, ritenuti reali perché misurabili. La realtà dello spazio e del tempo non è misurabile. La si attinge superando non determinate forme del misurare, ma superando il misurare stesso, nella misura della consapevolezza di come e perché esso sorga, e di cosa lo spirito chieda nel racchiudere in misure la sostanza del suo eterno cercare, e che soltanto giustifica, come verità, il misurare transitorie visioni di ciò che supernamente sono lo spazio e il tempo.
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Ambientalismo criminale La cacca "verde" dell'ONU
Dal discorso di Winston Churchill sulla "Cortina di Ferro" del 16 marzo 1946, a Fulton (Missouri), venne creata, nel giro di pochi anni, una fitta rete di istituzioni sovranazionali che avevano come obiettivo la "super cultura" di sostituire allo Stato un Super Stato (vedi http://bufala.spazioblog.it/22780/onu-cultura.html) distruggendo la sovranità nazionale degli Stati membri, imponendo un ordine sovranazionale di crescita economica zero, e riducendo la popolazione mondiale.
Dal Piano Marshall nacque così l'"organizzazione per la cooperazione economica europea" (OCEE) divenuta poi l'OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).
Sul fronte militare, il "Trattato di Bruxelles" del 1948 diede vita alla WUDO ("Western Union Defence Organization". Un anno dopo, quest'ultima confluì nell'organizzazione militare della NATO ("North Atlantic Treaty Organization"), organizzazione del trattato firmato nell'aprile 1949, come patto difensivo militare tra le nazioni del Nord America e dell'Europa Occidentale, senza alcun risvolto di governo civile sovranazionale.
Già nel maggio del 1951 furono però fondati i nuovi "Consigli Economico e Finanziario" della NATO, che avrebbero dovuto lavorare con l'OCSE. Pochi mesi dopo, il Consiglio Nord Atlantico, l'organo ministeriale della NATO, fondò un altro "Comitato Temporaneo del Consiglio" (TCC) per rafforzare la "cooperazione non militare". Direttori esecutivi del TCC erano tre "apostoli" del sovranazionalismo: Averell Harrimann, seguace, da tempo, della dottrina eugenetica del nazismo, e figlio del socio della banca Khun and Loeb, che finanziò la Rivoluzione russa; Jean Monnet, ex finanziere dell'oppio a Shangai, segretario generale aggiunto alla società delle nazioni, socio in affari della banca Khun and Loeb, e dei banchieri Rothschild, Lazard e Morgan (da me chiamato "Fata Morgana" nella canzone omonima) (1), nonché "federalista" europeo (in merito ai rapporti del 1998 fra Ciampi e la banca Morgan di New York vedi la Gazzetta Ufficiale n. 284 del 04 -12-1998, DECRETO 25 novembre 1998: Rimborso anticipato della tranche con decorrenza 4 maggio 1995, dell'importo di 1.000 milioni di ECU, relativo al prestito internazionale della Repubblica italiana, 1995-2000, dell'importo complessivo di 5.000 milioni di ECU http://gazzette.comune.jesi.an.it/284/8.htm) e sir Edwin Plowden della Gran Bretagna.
Venne poi fondata un'ulteriore organizzazione. la commissione di tre ministri degli esteri finalizzata ad esplorare più a fondo la "cooperazione non militare" NATO. I tre ministri erano: l'italiano Gaetano Martino, il norvegese Harald Lange, il canadese Lester Pearson. Il rapporto, stilato dalla commissione dei tre, giunse alle incredibili conclusioni che: "Il fatto storico fondamentale di oggi è che lo Stato Nazionale [...] è inadeguato al progresso o persino alla sopravvivenza nell'era nucleare" (2).
Per completare queste istituzioni sovranazionali, il congresso atlantico (la conferenza dei parlamentari NATO) propose la formazione di un "pensatoio" che fu creato nel 1961. Il suo primo capo fu Henry Cabot Lodge, detto "l'aristocratico" (3), e famoso per avere architettato il disastro della guerra del Vietnam, mentre uno dei più autorevoli funzionari di quell'istituto fu l'ex dirigente FIAT Aurelio Peccei, il quale, insieme al direttore generale dell'OCSE, Alexander King, fondò, dopo alcuni anni, il famigerato "Club di Roma".
Nell'ambito NATO fu creato nel 1969 il "Comitato per le Sfide della Società Moderna" (CSSM), ente ambientalista, presieduto da un Russell Train, uno dei più alti dirigenti del WWF. La stessa NATO presentava il comitato con queste parole: "L'Alleanza (NATO), molto più che una semplice organizzazione militare, ha uno Statuto e una storia che la predispongono ad un'ampia varietà di compiti [...]. La sopravvivenza della società umana, così come la conosciamo, - forse la sopravvivenza dell'uomo come specie - è minacciata da un nuovo fattore: il rapido deterioramento del globo come sistema ecologico [...], la crisi ecologica mondiale [...] ha tre componenti principali: l'urbanizzazione, ora fenomeno universale; l'esplosione demografica; e l'impatto dannoso delle tecnologie umane sull'ambiente fisico e socio-culturale" (4).
Si poteva essere più espliciti? La NATO annunciava, così, di avere tre nemici principali: le città, la gente e la tecnologia!
In realtà, tutta questa robaccia, è cacca, o meglio, liquame, brodaglia che serve per dare a bere al popolo, considerato ciurmaglia, mere fandonie.
Sullo smascheramento, fatto grazie a contributi scientifici di autori diversi dei rischi del dirigismo ecologico, nuova e pericolosa forma di super statalismo occulto, si veda il libro "Dall'effetto serra alla pianificazione economica. Il riscaldamento globale e il dirigismo ecologico", di Olonski, Stagnaro e Lomborg.
E poiché credo che l'unica arma possibile contro il terrorismo sia l'informazione corretta (intendo per terrorismo anche e soprattutto il terrorismo di Stato o di "Super Stato") saluto con un plauso il coraggioso editore di questo libro Leonardo Facco.
Ecco, invece, come il "Comitato per le Sfide della Società Moderna" (CSSM) presenta se stesso sulla "Rivista Nato": "Il progetto CSSM ha creato una rete internazionale di specialisti ad alto livello [...]. [Esso] si avvale di strutture diplomatiche, mezzi di comunicazione e protocolli propri e di quelli della NATO per le sue attività amministrative e logistiche [...]" (5).
Ad una seduta strategica della NATO, tenuta a Bruxelles nell'aprile 1978, Peccei propose, in una relazione che poi pubblicherà nella forma del libro: "Cento pagine per l'avvenire", il modo per creare conflitti utili alla distruzione dello Stato Nazionale: "la formazione di gruppi spontanei di cittadini [...] che sorgono da ogni parte, come anticorpi in un organismo malato". E continua dicendo:"Questi gruppi sono diventati innumerevoli, nati e sparsi su ogni tipo di fronte con differenti obiettivi. Essi sono: il movimento per la pace, per la liberazione della donna, i sostenitori delle minoranze, per il controllo delle nascite, i movimenti di liberazione nazionali, i difensori delle libertà civili e dei diritti umani; gli apostoli della tecnologia con un volto umano e dell'umanizzazione del posto di lavoro; i lavoratori sociali e i militanti per un cambiamento sociale; gli amici della natura e degli animali; i difensori dei consumatori; i contestatori non violenti, gli obiettori di coscienza, ecc. [...]. È una specie di armata popolare, attiva e potenziale [...]. E un giorno sarà necessario trovare i mezzi per consolidare i loro sforzi sparsi e dirigerli verso obiettivi strategici!" (6). E nessuno fiatò.
Nessuno, in quella seduta strategica della NATO, levò una voce dissenziente su ciò che Peccei aveva proposto.
Tra gli ideatori di questa "NATO verde" spiccava la figura di Henry Kissinger, e nel 1969, quando egli fece proporre da Nixon ai riluttanti alleati la creazione della "NATO verde", non esisteva ancora alcun movimento ecologista.

Un depliant della NATO dal titolo "L'ambiente dell'uomo e l'Alleanza Atlantica"
Caduto il muro di Berlino, si tenne a Londra, tra il 5 e il 6 luglio 1990, il vertice dei capi di Stato della NATO; un incontro che al pubblico fu presentato come "la fine della guerra fredda". Dietro parole d'ordine, quali "ristrutturazione della NATO", "bisogno di cambiamenti fondamentali nel pensiero strategico e della potenziale disposizione delle forze", si celò una realtà decisamente poco presentabile al pubblico: si sarebbe, infatti, discusso di usare la NATO come un gendarme extraterritoriale per intervenire in Africa, in Medio Oriente e in Asia, con spedizioni punitive che, nel gergo dell'Alleanza, si chiamano: "Dispiegamenti fuori sede". Il comunicato finale del vertice di Londra fu evasivo, ma la natura delle discussioni trapelò, successivamente, da commenti: l'asse del conflitto globale si era spostato, da Est-Ovest, al Nord contro il Sud, dove l'esplosione demografica rappresentava la nuova minaccia e l'elemento destabilizzatore (7).
"Il problema demografico varia da località a località" - afferma un vecchio generale inglese - "Tutto il problema palestinese è un problema demografico, che condurrà a nuovi conflitti [...]. In Africa c'è eccesso di popolazione. Si produce troppo poco cibo per una popolazione in costante aumento. [...]. Etiopia, Congo, la Costa Occidentale dell'Africa [...] il problema è che non abbiamo meccanismi sufficienti per fare qualcosa. Dobbiamo allestire meccanismi per intervenire in situazioni 'fuori sede'" (8). "I nuovi conflitti saranno tra il Nord e il Sud a causa della dinamica demografica" (9) ha spiegato un esponente dell'Interaction Council, al ritorno da un suo viaggio in Africa. Enrico Jacchia, consulente italiano della NATO, affermò che questa ristrutturazione sarebbe la maggiore preoccupazione dei pianificatori della NATO che intendono creare forze multinazionali mobili "rapidamente dispiegabili e flessibili", capaci di dirigersi "in ogni direzione" (10).
NOTE
(1) Il brano del 2002 "Morgan Guaranty Trust, la banca dell'oppio, o Fata Morgana" è ispirato ai fatti di inizio del secolo 19°, quando i Morgan divennero i principali banchieri per tutte le famiglie di mercanti di Boston, e con la mediazione della First National Bank of Boston, si impadronirono del traffico dell'oppio con l'Estremo Oriente, coprendo l'operazione mettendo a disposizione fondi per l'università di Harvard, operazione estremo orientale questa, che servì agli inglesi come canale ufficiale per i traffici d'oppio: le famiglie dell'oppio del secolo scorso sono infatti le stesse che siedono nei consigli di amministrazione delle grandi centrali finanziarie di oggi. (2) Per la citazione e le notizie riportate sulla NATO e sull'OCSE, cfr. "Nuova Solidarietà", 02/05/1982, p. 3. (3) Franco Adessa, "ONU, gioco al massacro", Ed. Civiltà, Brescia, 1996, p. 58. (4) Ibid (nota 2). (5) Ibid. (6) Ibid. (7) "Nuova Solidarietà", 28 luglio 1990, p. 10. (8) Ibid. (9) Ibid. (10) Ibid. |
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Il concetto di interesse bancario e l'ONU
L'ONU, reincarnazione della wilsoniana "società delle nazioni", è costituita in due grosse compagini. La prima è politica, ed è l'ONU propriamente detta. La seconda, è "culturale", ed è l'UNESCO, con sede a Parigi. Tutto doveva essere realizzato "o così, o pomì". James Paul Warburg (1896-1969), uno dei più influenti "boss" del partito democratico americano, il 17 febbraio 1950 aveva infatti rilasciato al senato di Washington la seguente dichiarazione: "Che lo si voglia o no, avremo un governo mondiale. La sola questione è di sapere se ciò avverrà con il consenso o con la forza" (ho messo fra virgolette la parola "boss", in quanto Warburg non era un vero boss mafioso, ma un politico, vale a dire un criminale legale, esattamente come può essere detta criminalità legalmente organizzata la maggior parte di tutta la classe politica di sinistra, di destra e di centro, che noi andiamo a votare).
J. Paul Warburg, originario di Amburgo, era figlio del banchiere Paul Warburg (1868-1932) e di Nina J. Loeb, anch'essa figlia del banchiere Salomon Loeb, entrambi alti dirigenti della banca Kuhn Loeb and Co., che finanziò la rivoluzione bolscevica (1). In un libro dedicato alla famiglia Warburg (2) Jacques Attali, ex consigliere speciale del presidente Mitterand, scrive che questo Warburg si era occupato, a Londra, della propaganda tedesca per conto dell'ufficio informazioni di guerra, e che fu poi incaricato dal segretario aggiunto alla difesa, di mettere a punto la "politica del dopoguerra degli Stati Uniti in Germania" (3). James Paul Warburg era cugino di Sigmund G. Warburg, presentato da Jacques Attali come "principe della finanza, avventuriero del secolo, ascoltato dagli uomini al potere senza per altro apparire al potere egli stesso". E nell'ambientone dei costruttori del "nuovo ordine mondiale", la famiglia Warburg è peraltro famosa.
La gente che leggerà questo blog deve dunque sapere che questo "governo mondiale", sarà imposto con la forza - la guerra contro l'Iraq del 1991 è un esempio di come esso promuove la democrazia - e che spetterà ai popoli affermare se essi vorranno accettare di piegare le ginocchia davanti agli interessi dei banchieri - ebraici e/o non ebraici - di cui la casa bianca è il semplice agente esecutore! Queste cose vanno dette. In quanto i popoli, per decidere, dovrebbero almeno essere in grado di discernere la differenza fra banchieri di Dio, banchieri di Iavé, e banchieri di Allah.
La possibilità di discriminazione verte infatti sul concetto di "interesse", dato che la moneta poggiante sull'interesse bancario è il vero cancro dell'organismo sociale, in quanto cresce secondo il il principio esponenziale della metastasi, raddoppiando ad intervalli regolari. E questo spiega perché, attualmente, i popoli stanno vivendo una crisi economica che riguarda il sistema monetario mondiale.
La differenza fra i banchieri del mondo è comprovata dalla storia dei popoli ed anche dalla storia sacra. Molti grandi leaders politici e religiosi come Mosè, Maometto, Lutero, Zwingli e Gandhi (non associo ad essi il Cristo, in quanto il livello storico e quello cosmologico del Cristo sono essenzialmente differenti, e per il "moltiplicatore" dei "pesci" di Gesù di Nazaret, si dovrà scrivere ancora molto in futuro, soprattutto quando si scoprirà l'analogia fra i pesci e le monete cristiane), cercarono di ridurre le ingiustizie sociali impedendo i pagamenti degli interessi; essi infatti avevano capito la radice del problema, ma nessuno di loro riuscì a proporre una soluzione pratica.
Il principale difetto del sistema è pertanto rimasto invariato.
Le differenze fra i vari banchieri di Dio, di Iavé e di Allah però ci sono. Il divieto di far pagare gli interessi nel mondo cattolico, imposto in Europa dai papi durante il Medioevo, trasferì il problema in capo agli ebrei, che a quel tempo divennero banchieri dominanti in Europa. E poiché gli ebrei non potevano per legge (biblica) accettare pagamenti di interessi tra loro, li accettavano dai "goìm", cioè dai non ebrei. Nell'Islam, le cose stanno in modo diverso. Mentre per i cattolici, nati cattolici e mai divenuti cristiani, il pagamento degli interessi è una cosa normale, in quanto delegata agli odiosi ebrei, per gli islamici gli interessi non esistono: "le persone non pagano interessi per un prestito, e le banche o le persone che prestano, diventano socie, e quindi partecipano alla distribuzione degli utili" (4).
Per avere un'idea dell'entità del cancro sociale relativo al contenuto del concetto di interesse bancario, occorre esaminare la cosa come si fa con le patologie profonde. Siamo infatti qui alla presenza di un sintomo di crescita quantitativa perpetua.
Osservando i differenti processi di crescita, è possibile percepire che la crescita degli umani, degli animali e dei vegetali è nella realtà materiale di tipo graduale. L'uomo cresce in modo relativamente veloce durante le prime fasi della sua vita, poi la crescita rallenta, ed all'in circa verso il compimento del 3° settennio, raggiungendo la sua dimensione ottimale, si arresta. Questo fatto però non gli impedisce di crescere ancora. Però da quel momento la crescita non è più quantitativa in senso materiale ma qualitativa in senso immateriale. Questo tipo di crescita quantitativa e poi qualitativa è naturale.
Non così è la crescita lineare o meccanica: più macchine producono, ad es., più beni; più carbone produce più energia, ecc. Ma questo secondo tipo di crescita non naturale ma meccanico e che riguarda un costante incremento della produzione, non può essere sostenibile in virtù delle limitate risorse del pianeta, dato che esse sono naturali e non meccaniche. Eppure esso è simbolizzato nel logo della Deutsche Bank. Non solo: il concetto di crescita esponenziale degli interessi bancari è proprio l'antitesi della crescita naturale: inizia con una crescita minima che aumenta continuamente fino a quando entra in uno stadio di crescita quantitativa quasi verticale.

Nel corpo umano questo tipo di crescita normalmente indica una malattia. Il cancro, ad esempio, segue una curva di crescita esponenziale: all’inizio cresce lentamente, una cellula si divide in due, poi il suo tasso di crescita aumenta continuamente e la cellula si suddivide in 4, 8, 16, 32, 64,128, 256, 512 e così via. Quando la malattia viene diagnosticata, spesso ha ormai raggiunto una fase di crescita che non può più essere arrestata. Questa crescita esponenziale normalmente finisce con la morte dell’organismo in cui è avvenuta, e questo significa anche la morte del cancro stesso, assieme a quella dell’organismo ospite, poiché quest’ultima priva il cancro delle condizioni necessarie per la sua sussistenza.
Cosa significa tutto questo? Cosa succede se si continuerà a tacere e ad impedire - come di fatto sta succedendo in ogni TV di sinistra e di destra - la comprensione di questo fatto?
Se i popoli non comprenderanno questa dinamica saranno costretti prima o poi a schierarsi per l'Occidente mentecattocomunista in cui vige la regola cancerogena dell'interesse bancario, generatrice di terrorismo, o per l'Oriente islamico in cui essa non vige, e che l'Occidente vorrà combattere come terrorismo!
Il non comprendere i problemi associati al tipo di crescita esponenziale degli interessi e del debito pubblico, da essi generato, porta infatti ad un grave fraintendimento in merito alla funzione monetaria, perché il tasso d’interesse e la composizione degli interessi causeranno (e ciò sta già avvenendo) il raddoppiamento del costo dei soldi ad intervalli regolari. In altre parole, tale costo cresce esponenzialmente, e questo spiega perché, in alcuni intervalli del passato, ed oggi ancora, abbiamo sperimentato problemi dovuti al nostro sistema monetario.
Vi è una famosa ipotesi, detta "Esempio del centesimo di Giuseppe", che mostra come l’interesse, inteso come strumento per garantire la circolazione monetaria, può funzionare solo nel breve e medio termine: se nell'anno zero, Giuseppe avesse investito un centesimo, e la banca gli avesse garantito un interesse annuale del 5%, sarebbe avvenuto che al tempo della riunificazione della Germania nel 1990, al prezzo dell’oro dell’epoca, il centesimo avrebbe guadagnato interessi pari a 134 miliardi di sfere d’oro, ciascuna del peso del nostro pianeta Terra!
Questo mostra che nonostante il continuo accumulo di interessi possa essere continuamente calcolato, esso non può essere applicato alla realtà. Quindi l’interesse, come lo conosciamo, non può funzionare nel lungo termine come mezzo per garantire continuamente la circolazione della moneta.
L'interesse bancario attuale si comporta dunque come una vera e propria metastasi tumorale del sistema economico, e dunque dell'organismo sociale.
Se invece si comprenderà il morbo alla radice e si opererà per introdurre un sistema monetario corrispondente alla curva di crescita “naturale”, allora si produrrebbe un vero risanamento in tutto l'organismo sociale.
Ecco perché la gente deve sapere cos'è l'ONU, e come questa organizzazione voluta da generazioni di banchieri, scaturì dalla "Società delle nazioni".
Nel 1926, il professore israelita di filosofia sociale, Jean Izoulet, del Collegio di Francia, pubblicò un'opera dal titolo: "Paris capitale des religions, ou la mission d'Israel", nella quale si afferma: "l'idea dell'unificazione progressiva del globo è un'idea in marcia. Ma essa è generalmente abbinata ad un'altra idea: l'idea di pacifismo e di disarmo immediato e universale" (5) ed alcune pagine dopo: "la religione è l'essenza stessa, o se lo si vuole, la doppia, la tripla, la quarta, la quintessenza della politica: senza il governo religioso e morale non si potrebbe avere governo politico e sociale. Se non c'è obbedienza interna alla legge morale, non si potrebbe avere durevole obbedienza alla legge legale" (6), precisando con cura di quale religione si tratti: "Ma c'è un'ultima, o prima religione, che non ha nulla di regionale o locale e che è presente ovunque; una religione internazionale e intercontinentale; in una parola: una religione planetaria. Questa è il Mosaismo d'Israele" (7) ed aggiungendo: "Per fondare il nuovo potere spirituale, occorre rivolgersi a quelle istituzioni spirituali e intellettuali, mentali e morali che si chiamano Università. Lo scopo dichiarato è di giungere alla Federazione delle Mille Università. A tutt'oggi, vi sono sulla terra circa un migliaio di Università. Federiamole! E così, avremo costituito, sul pianeta, la più alta, la più potente delle corporazioni, la corporazione spirituale, la corporazione dei Sapienti e dei Pensanti [...]. Al vertice di questa Federazione delle Mille Università del globo ne creiamo una mille-unesima; un'Università suprema, un'Università planetaria, un'Università mondiale, per condurre il coro immenso delle Mille Università sparse nel mondo intero" (8). In questa stessa opera, Izoulet presenta l'istituzione che deve unificare il globo: "Sì, sdoppiate la "Società delle Nazioni", sdoppiatela in due Società: l'una, spirituale; l'altra, temporale. Sdoppiatela in Società delle Chiese e in Società degli Stati. Voi avrete, così, da una parte, a Ginevra, la Potenza temporale delle Banche e degli Eserciti, e da un'altra parte, a Parigi, la Potenza spirituale della Scienza e della Coscienza, delle Chiese e delle Università".
Ecco dunque come alla "Società delle Nazioni" è succeduta l'ONU, scissa in due organismi: l'uno, politico, che è l'ONU propriamente detta, e l'altro, culturale, che è l'UNESCO di Parigi.
Chi conosce oggi queste cose, o anche semplicemente ciò che si nasconde dietro la parolina ONU, da tutti invocata come una nuova divinità in nome della pace nel mondo, dovrebbe pertanto divulgare dove arriva l'interesse bancario, o la metastasi tumorale del sistema economico-"culturale".
ONU è la parola magica dell'Europa dei banchieri, e ciò che è non solo tragicomico ma super tragicomico è che accanto a questi superman o super Pippo del capitalismo occulto di Maastricht si schierano oggi sedicenti eroi-filosofi sostenitori del pensiero debole, cioè malati, e innamorati cultori del proprio male.
Costoro, veri "osceni" del villaggio globale dell'imbecillità, si comportano come se la logica umana potesse ammettere un teorema di Pitagora o un angolo piatto personali, dato che "tutto è relativo"! Questo popolo di mentecattocomunisti, innamorati di Russell, sono il sostegno più valido e funzionale al genocidio futuro.
L'ONU trova questo sostegno (vale a dire questa massa di decerebrati fantozziani), appunto, nell'UNESCO.
Avviso il lettore che quanto segue è il risultato di verifica storica degli ultimi lustri di secolo.
Nel novembre 1942, si riunisce a Londra una conferenza di ministri per l'istruzione dei paesi alleati, al fine di esaminare la proposta di un un comitato presieduto da Gilbert Murray, primo presidente della "Società delle Nazioni". Murray era colui al quale il grande filosofo dello sterminio Bertrand Russell aveva confidato il suo desiderio di "uccidere il maggior numero di persone, così da diminuire la coscienza globale mondiale".
L'intento di Murray era di creare un'organizzazione permanente per l'istruzione, e per una migliore comprensione internazionale.
Nella conferenza successiva, 1945, sempre a Londra, veniva creata l'UNESCO. UNESCO significa "United Nations Educational Scientific and Cultural Organization". Personalità di spicco di questa seconda conferenza fu sempre il Murray, mentre il primo direttore generale della nascente organizzazione fu Julian Huxley, altro intimo di Bertrand Russell e discepolo di H. G. Wells, e di Aleister Crowley, famoso fondatore del movimento satanista contemporaneo. In un opuscolo, che illustrava gli scopi e la filosofia dell'UNESCO, il direttore dell'Istituto, Huxley, scriveva: "[...] sarà importante per l'UNESCO vigilare perché il problema eugenetico sia esaminato con la massima cura e la pubblica opinione ne sia tenuta al corrente, affinché ciò che ora è impensabile possa, per lo meno, divenirlo" (9), e più avanti: "Il rendersi conto che esiste un numero ottimale di popolazione, relativamente alle condizioni sociali e tecnologiche, è un indispensabile primo passo verso il controllo delle nascita" (10).
Nel 1948, nascono due "organizzazioni-madre", per tutti i futuri movimenti ecologisti mondiali: in Europa, sfruttando la sua carica di direttore generale dell'Unesco, Julian Huxley, fonda l'"Unione Internazionale per la Protezione della Natura"; in America, il presidente dell'Università di Chicago, Robert H. Hutchins, fonda l'"Istituto Aspen per gli Studi Umanistici".
Julian Huxley e Robert Hutchins erano, entrambi, amici e stretti collaboratori di Bertrand Russell.
Julian Huxley motivò la fondazione della nuova istituzione con queste parole: "A lungo andare, il problema demografico è più importante della guerra e della pace [...] perché l'uomo comincia a diffondersi su tutto il pianeta come un carcinoma" (11): questa concezione dell'uomo come carcinoma la dice lunga sul carcinoma reale dell'interesse bancario UE, ONU, BCE, e Federal Reserve.
Dopo 10 anni, l'"Unione Internazionale per la Protezione della Natura" cambiò nome in: "Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali". Affiliata all'ONU, già nel 1996 aveva 400 membri rappresentanti di una cinquantina di Governi, più di 100 istituzioni a livello governativo, e circa 300 organizzazioni private (12)! L'istituto Aspen di Roben Hutchins, invece, diede il suo contributo alla creazione del movimento ecologista di massa con una donazione di 200.000 dollari, che il 22 aprile del 1970 servì per la celebrazione del "Giorno della Terra". Poco prima, il presidente dell'Istituto Aspen, Robert O. Anderson, aveva donato altri 200.000 dollari a David Brower perchè fondasse un nuovo movimento ecologista radicale che fu, poi, chiamato: "Amici della Terra".
Ma ecologismo, droga e controcultura, secondo la teoria del genocidio di Bertrand Russell, sono indissolubilmente legati. Infatti, mentre Julian Huxley si occupava di ecologismo, suo fratello, Aldous Huxley, altro amico di Russell, dava inizio al programma di "psicologia di massa" richiesto dal "filosofo". Questo programma prese il nome, negli Stati Uniti, di progetto MK-ULTRA. Il progetto aveva come scopo l'introduzione e la diffusione del consumo di droga tra la gioventù studentesca americana, come primo passo per una successiva espansione, ed un uso di massa in USA, in Europa e nel mondo.
Sperimentatore in prima persona di droghe allucinogene, Aldous Huxley discusse le sue visioni in due opere apologetiche, tradotte anche in italiano: "Le porte della percezione", scritta nel 1954 (Devil Books, Napoli), e "Paradiso e Inferno", composta nel 1956 (Oscar Mondadori, 1989).
Anche un altro amico di Bertrand Russell, Robert Hutchins, già direttore dell'Università di Chicago, e fondatore dell'Istituto Aspen, fece la sua parte: come "Direttore della Programmazione" alla Fondazione Ford, fece finanziare, all'inizio degli anni '50, un progetto di ricerca sugli allucinogeni, come l'LSD e la mescalina, che servì da piattaforma scientifica per il movimento della controcultura, nel decennio successivo (13).
Anche questa pianificazione di "cultura" e di "controcultura" rientra pertanto nella medesima strategia di metastasi tumorale del sistema economico, e dunque dell'organismo sociale, affinché siano sempre più cadavericamente e facilmente controllabili tutte le sue parti, vale a dire gli stati del mondo.
NOTE
(1) "Le haute finance e les Révolutions" di Henry Coston, cit. in "La galassia massonica in USA", di Georges Virebeau, nota 59 di "La massoneria", Ed. Civiltà, Brescia, 1995. (2) Ibid: J. Attali, "Un homme d'influence", Parigi, 1985.
(3) "La massoneria", op. cit.
(4) Magrit Kennedy, "La moneta, libera da inflazione e da interesse", Ed. Arianna, Casalecchio BO, 2006. (5) Jean Izoulet, "Paris capitale des religions ou la mission d'Israel", Ed. Albin Michel, 1928, p. 84. (6) Ibid., pp. 118-119. (7) Ibid., p. 50. (8) Ibid., pp. 150-151. (9) UNESCO: Its Purpose and its Philosophy, Ed. M. B. Schnapper, 2153 Florida Avenue, Washington D. C., 1948, p. 23. (10) Idem, p. 51. (11) "EIR, Rapporto Speciale", "La Congiura Ecologista", Eir News Service, Inc. 1988, p. 20. (12) Ibid. (13) Rapporto Speciale, il movimento ecologista: Lapiù grande frode del secolo, Stampa Tipografia Monti, Cisterna di Latina 1989, p. 23. |
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onu-cultura - 08:31 PM, Oct. 22, 2006 |
Se tu provi a chiedere ad un professore di filosofia, e perfino ad un professore di matematica, o ad un economista se ha la certezza della somma di uno più uno, costui ti risponderà che la certezza assoluta non esiste, dato che tutto è relativo... Ed anche se gli mostrerai due mele ed una te la mangerai e poi gli chiederai quante mele restano, costui rimarrà della "sua" idea.
Ma questa idea non è "sua". È l'idea mentecattomunista in base a cui tale degenerazione del pensare umano fu fatta valere come cosa buona e giusta, in nome del governo mondiale.
Nel cammino verso il governo mondiale, nonché verso lo spopolamento del pianeta anche a costo di genocidi, auspicati da Wells e da Russell, fu innanzitutto indispensabile sostituire al contenuto del concetto di "Stato", quello di "Stato mondiale" o di "Super-Stato", e tale necessità venne chiamata: cambio di identità culturale.
Questo cambio di identità culturale fu il compito che gli strateghi affidarono alle migliaia di "Organizzazioni Non Governative" (o ONG) registrate nei diversi consigli e dipartimenti del segretariato delle Nazioni Unite.
Queste ONG sono autorizzate a ricevere documenti riservati, e vengono invitate a partecipare a conferenze e riunioni indette dall'ONU.
In teoria, le Nazioni Unite presentano queste organizzazioni come poco rilevanti, prive di fondi, e motivate solo da finalità umanitarie e/o prive di qualsiasi legame con i poteri governativi dei paesi occidentali.
Nella pratica invece, molte di queste organizzazioni, come ad esempio la "B'nai B'rith" (635.000 membri), la "Oxfam" (Oxford Famine), o la "Presbyterian Church U.S.A.", ecc., rappresentano élites, operative ad un livello superiore a quello dei governi, che determinano le scelte politiche e, non di rado, quelle dei rispettivi servizi segreti, in paesi come il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti, i tre paesi che detengono il vero potere all'interno delle Nazioni Unite dall'alto della loro posizione di "membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'ONU"!
Quanto segue è l'elenco (in ordine alfabetico) delle più importanti ONG, che dirigono questi tre paesi, o che rappresentano i veri portavoce delle rispettive agenzie di intelligence (1):
"American Jewish Committee"
"Amnesty International"
"Baha'i International Community"
"B'nai B'rith"
"Episcopal Church"
"Freedom House"
"Greenpeace"
"Heritage Foundation"
"International League of Human rights"
"Lutheran World Federation"
"Maryknoll Fathers"
"National Conference of Christians and Jews"
"Oxfam"
"Population Council"
"Population Crisis Committee"
"Presbyterian Church U.S.A. "
"Rockefeller Foundation"
"Rotary International"
"Temple of Understanding"
"Trilateral Comniission"
"World Council of Churches"
"World Jewish Congress"
"World Vision International"
Al di sotto di queste, pullula una miriade di altre Organizzazioni alle quali è stato affidato il particolare compito di provocare il cambiamento "culturale" della popolazione per trasformare lo "Stato sovrano" in "Super-Stato sovrano".
I dettagli di questo sottile incarico sono stati elaborati al "Tavistock Insfitute of Human Relations" di Londra, meglio conosciuto come il "Centro di guerra psicologica del Servizio Segreto britannico", con una serie di studi, iniziati negli anni '60 e culminati nel "Program for Social Innovations in Global Management" (SIGMA), una serie di conferenze tenute a Cleveland, Ohio, dal 13 al 19 novembre del 1989, in cui, esplicitamente, si chiese la fine dell'era della sovranità nazionale (gli anni '90 vennero indicati come il termine ultimo di tale era).
Con psichiatri, sociologi e attivisti politici, provenienti da 44 paesi, questa serie di Conferenze additava la drastica riduzione della sovranità nazionale come la premessa indispensabile per risolvere una serie di problemi globali, quali la crescita incontrollata della popolazione mondiale, l'esaurimento delle risorse naturali, la fame nel mondo, la violazione dei diritti umani e il dilagare di ogni tipo di violenza.
Per sensibilizzare la popolazione mondiale, vennero indicate, come strumenti per risolvere tutti questi problemi, le quasi venti mila ONG dell'ONU, le quali, grazie alla loro natura transnazionale, potevano facilmente superare ogni confine nazionale, ed agire indisturbate, grazie al loro ben reclamizzato ruolo di impegno religioso, sociale, culturale, ecologista o umanitario.
Queste organizzazioni che, da meno di 200 che erano all'inizio del secolo, sono esplose, dalla fine della seconda guerra mondiale, fino a raggiungere lo strabiliante numero di 18.000 nel 1980, sono l'"invenzione sociale" di questo secolo, terminato nel 2000, e costituiscono il veicolo che i credenti nel governo mondiale utilizzano per raggiungere i loro scopi.
Se osservi alla televisione i politici di destra e di sinistra, ti accorgi che costoro non fanno che predicare che la presenza dell'ONU è determinante per la questione del terrorismo e del governo mondiale. I tapini non sanno che farsi curare dall'ONU le ferite del fascismo o del comunismo (fra l'altro putrefatti entrambi) è assennato quanto affidarsi a Mangiafuoco per Pinocchio.
Delle ONG "culturali", la più "acculturata" nell'occuparsi direttamente del problema della popolazione, anche attraverso finanziamento di programmi di sterilizzazione, è probabilmente la "International Planned Parenthood Federation" (IPPF), famosa per aver promosso nei suoi bollettini la lettura di libri come: "Una nuova visione dell'incesto" di Wardell B. Pomerow, che scrive tra l'altro: "L'incesto tra gli adulti e i bambini piccoli può anche dimostrarsi un'esperienza soddisfacente ed arricchente" (2).
Alcune delle misure proposte dalla IPPF, per ridurre il tasso di fertilità negli Stati Uniti, sono: "costringere le donne a lavorare, costruire meno asili infantili, limitare o eliminare l'assistenza medica gratuita, le borse di studio, i prestiti e i sussidi a famiglie con più di un certo numero di figli, aborto obbligatorio per le gravidanze contratte al di fuori del matrimonio, sterilizzazione obbligatoria per chi abbia già due bambini, sospensione dell'assegnazione di case popolari alle famiglie numerose, riduzione o eliminazione del pagamento dello stipendio alle donne durante la maternità, sospensione dell'assistenza sociale alle famiglie con più di due figli, posponimento del matrimonio, creazione di una nuova immagine della famiglia, promozione dell'omosessualità" (3). Tutto ciò in nome dei diritti dell'uomo e della donna! Ma dov'è la differenza della pianificazione hitleriana del 1941. Nel 1941 Hitler scriveva infatti nel suo "Piano generale dell'Est": "Dobbiamo adottare una politica deliberata di sviluppo demografico negativo. Con campagne propagandistiche, soprattutto sulla stampa, alla radio, con volantini, pamphlet, corsi educativi; dovremo condurre la popolazione a pensare che sia dannoso avere figli. [...]. Oltre a questa propaganda, dobbiamo diffondere informazioni sulla contraccezione. Sarà creata un'industria specializzata in mezzi di contraccezione, che non saranno puniti, così come non lo sarà l'aborto. Dovremmo creare istituti specializzati nell'aborto ed insegnare a medici ed infermieri come praticarlo. La sterilizzazione volontaria va promossa. La mortalità infantile non va combattuta [...]" (4).
NOTE
(1) "EIR", Special Report: "Why U.N. plans for world government must be stopped", EIR News Service, Inc. 1993, p. 45. (2) "EIR, Rapporto Speciale", "La Congiura Ecologista", Eir News Service, Inc., 1988, p. 63. (3) Idem, p.63. (L'autore delle proposte è Frederick S. Jaffè, vice presidente della Planned Parenthood).
(4) "Generai Plan Ost", 1941, in Franco Adessa, "ONU. Gioco al massacro?", Ed. Civiltà, Brescia, 1996. |
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Ripropongo una mia vecchia pagina che rimossi dal web, reputandola culturalmente obsoleta, soprattutto in merito all'aberrante "filosofia" di Russell. Ho dovuto ricredermi, dato che soprattutto oggi, 2006, le varie televisioni di destra e di sinistra ripropongono continuamente dalla mattina alla sera la succubanza alle decisioni ONU, come se l'ONU fosse cosa buona e giusta. Ripubblico perciò il seguente scritto, dedicandolo ai filosofi italiani, ancora orgogliosi di essere UMANI.
Genocidio ONU
I nostri politici, cioè la criminalità politicamente organizzata, sono strutturati secondo schemi precisi, in cui la hit parade della menzogna ne forma le basi con al primo posto le confessioni religiose, al secondo i mass media, ed al terzo i politici.
Tanto nella politica quanto nel militarismo, il crimine è perciò diventato oggi l'ovvio, cioè un sistema in cui il fine giustifica i mezzi ("Macchiavelli" docet), e in cui tutta la strategia tende esclusivamente ad imparare come si stermina legalmente il "popolo sovrano".
Il sistema viene poi trasposto nella vita civile attraverso un vero e proprio "terrorismo di stato protezionista" in cui tutto assume forma legale, in modo che nessuno, anche fra i vari sedicenti filosofi, possa fiatare.
Non si è mai sentito nessun filosofo infatti affermare che il mezzo ingiusto rende iniquo il fine giusto, e solo di fronte all'evidenza, ogni tanto qualche giornale parla, ad esempio, di genocidio ONU (1). Anche tale parlare fa comunque parte del sistema: infatti quando ciò avviene, la questione viene posta in termini moralistici della serie: hai compiuto il genocidio, perciò dovresti chiedere scusa!!! (vedi la nota 1).
Prima di affrontare la "teoria del genocidio", devo ancora accennare alla magia nera del SIGNORAGGIO, in quanto soluzione finale della "soluzione finale".
In pratica il ragionamento criminale legale è: sulla terra ci siamo in troppi, o si fa come ha fatto Hitler, oppure copre la truffa del signoraggio, perché qualora essa venga conosciuta perdiamo tutti credibilità.
Si dia uno sguardo alla seguente Interrogazione parlamentare UE del 12 giugno 2002, prelevata dal sito delle interrogazioni del parlamento europeo:
Interrogazioni parlamentari. INTERROGAZIONE SCRITTA E-1673/02 di Roger Helmer (PPE-DE), Charles Tannock (PPE-DE) e Theresa Villiers (PPE-DE) al Consiglio (12 giugno 2002). Oggetto: signoraggio Può il Consiglio indicare qual'è stato l'impatto del signoraggio sulle finanze nazionali di ciascuno degli Stati membri che hanno adottato l'euro? Dispone il Consiglio di stime relative ai costi o i benefici finanziari del signoraggio per il Regno Unito qualora questo Stato membro aderisse all'euro? Risposta/e pubblicata/e nella GU Lingua originale dell'interrogazione EN GU C 92 E del 17/04/2003 (pag. 78). Interrogazioni parlamentari. INTERROGAZIONE SCRITTA E-1673/02 di Roger Helmer (PPE-DE), Charles Tannock (PPE-DE) e Theresa Villiers (PPE-DE) al Consiglio (12 giugno 2002). Risposta (16-19 dicembre 2002): Dopo l'adozione dell'euro da parte degli Stati membri partecipanti, il reddito monetario che questi precedentemente generavano dalle loro valute nazionali ("signoraggio") è stato trasferito alla BCE. In conformità dell'articolo 33 dello statuto del SEBC e della BCE, questo reddito monetario viene aggiunto ai costi o benefici netti della BCE. In caso di benefici netti, l'articolo 33 stipula che i benefici rimanenti dopo la detrazione di un importo da trasferire al fondo della riserva generale della BCE siano distribuiti alle BCN che sono le azioniste della BCE, in proporzione alle quote da esse pagate. Tuttavia, nei tre anni dal 1999 al 2001, il signoraggio derivante dalle banconote emesse non è stato raccolto e distribuito. Il Consiglio non dispone per ora di altre stime per rispondere all'interrogazione. GU C 92 E del 17/04/2003 (pag. 78).
La mia traduzione terra terra di questo linguaggio è la seguente:
Domanda: "Cosa ne fate dei soldi cittadini del signoraggio?" Risposta: "Sono cazzi nostri, cosa vuoi sapere tu. Ora comanda la BCE".
O filosofi dell'etica, cos'è dunque il signoraggio?
La mia risposta èla seguente: il signoraggio è "etica bancaria", cinica quanto basta al crimine di base dei banchieri, vale a dire alla truffa dell'emissione monetaria generatrice di debito pubblico.
Lo smascheramento di tale truffa, che il popolo deve assolutamente comprendere, se non vuole continuare a farsi turlupinare, può essere sintetizzato oggi in questi termini:
Quando la moneta era convertibile in oro, le banche centrali potevano ritenersi proprietarie della moneta in quanto proprietarie della riserva aurea.
Con l'abolizione della convertibilità e della stessa riserva (15 agosto 1971), le banche non sono più proprietarie della moneta. Esse continuano tuttavia a comportarsi come se lo fossero, in quanto emettono moneta PRESTANDOLA: mentre dovrebbero distribuirla alla collettività nazionale.
Infatti è il popolo che, accettandola, ne crea il valore.
Ne consegue che, all'atto della emissione, le banche, prestando il dovuto, caricano illecitamente quella carta (cartamoneta) non solo del costo tipografico, ma del 200% del valore nominale dei soldi, nella misura in cui lo vogliono restituito, con gli interessi, come valore d'acquisto.
Ciò significa che i banchieri oggi espropriano ed indebitano illecitamente e impunemente: addebitano infatti la moneta a chi ne crea il valore accettandola, vale al popolo, che ne è il legittimo proprietario.
Infatti, mentre per i normali debiti l'oggetto del debito preesiste al prestito nelle mani del creditore, nell'odierno signoraggio dei banchieri (studiato impunemente nelle università) l'oggetto del debito è creato dal debitore, contestualmente al debito, per il solo fatto che lo accetta.
In parole povere: nel rapporto fra pari, se tu contrai un debito con me in quanto io ti presto 100, io metto questi 100 nelle tue tasche, togliendoli dalle mie dove essi erano prima; nel rapporto di signoraggio, invece, i 100 che io ti presto, io non li ho se non come carta straccia (che io stampo e a cui non corrisponde alcuna mia riserva aurea) a cui tu solo puoi incominciare a dare valore di debito nei miei confronti.
Tutti, certamente, hanno il diritto di prestare denaro.
Ma chi lo emette creandolo dal nulla e senza riserva può avere questo diritto?
Se il prestatore di denaro avesse anche la facoltà di stamparlo, basterebbe allora munirsi di una stampante formato familiare per sollevare, con quella "stampa-soldi" l'economia delle famiglie italiane?
La risposta è dunque che chi presta non può stampare, e chi stampa non può prestare.
Invece poiché le banche centrali - a partire dalla fondazione della banca d’Inghilterra - emettono moneta prestandola, il cittadino vive succube di questa turlupinatura.
Il conflitto Sharon-Arafat, più che una guerra di religione fra ebrei e filistei (o palestinesi) è - da questo punto di vista - un conflitto di interessi generali fra banchieri (stranamente del film sui banchieri di Dio non si sente dire più nulla!).
La teoria del genocidio fu ed è infatti continuamente pianificata dai banchieri.
Nel 1857, dopo mezzo secolo di guerre continue (2), l'intero continente indiano si ribellò al ferreo dominio della compagnia britannica delle Indie Orientali, e la rivolta viene soffocata nel sangue: milioni di persone vennero assassinati, giustiziati, massacrati e mutilati in ogni parte dell'India; migliaia furono i villaggi incendiati e rasi al suolo: un vero genocidio che scosse l'opinione pubblica mondiale.
Supervisore giornaliero di queste orribili carneficine e direttore-capo del servizio di intelligence della "Compagnia" era un economista: John S. Mill (3).
"Pacificato" il continente indiano, gli strateghi britannici decisero che l'oppio e la "canapa indiana", con cui venivano pagati i prodotti tessili inglesi esportati in India, dovevano trovare uno sbocco nell'immenso mercato cinese (4).
Ma chi governava l'Inghilterra in questo periodo?
Primo Ministro (e gran maestro della massoneria di rito scozzese) era Lord Palmerston; ministro degli esteri era Lord John Russell; i due principali ministri di gabinetto erano due membri della famiglia Villiers; il ministro per le colonie era Edward Bulwer Lytton.

G. Murray
Legato da vincoli di parentela con tutte queste potenti famiglie (5), e vantando un "padrino" come John S. Mill, il futuro "filosofo" Bertrand Russell avrebbe portato poi in sé la propensione a soluzioni politico-strategiche dichiaratamente genocide, al punto che nel 1902 scriveva all'amico Gilbert Murray: "Nell'ultimo periodo non sono stato che oppresso dalla noia, dal tedio e dalla vanità delle cose: non vi è nulla che mi ecciti, nulla che sembri avere senso, fare o aver fatto; l'unica cosa che fortemente sento, che vale la pena di fare, sarebbe quella di uccidere il maggior numero possibile di persone, così da diminuire la coscienza globale mondiale" (6).
Lo stesso anno, per arginare l'inarrestabile sgretolamento dell'impero britannico, venne creato, in Inghilterra, un circolo elitistico, detto "Club dei Coefficienti", che tenne riunioni private, nel periodo compreso tra il 1902 e il 1908 (7). Fu nel corso di questi incontri che venne pianificata la prima guerra mondiale e stabilite le sue finalità (8)!
Concordi nel concepire l'impero britannico come governo mondiale da estendersi all'intero pianeta, i membri del "Club" si divisero, però, sulla strategia da adottare. Alla proposta di mobilitazione nazionale pre-bellica, in previsione di un intervento britannico nel conflitto, sostenuta dalla maggioranza dei membri del "Club", si contrappose la "soluzione" di H. George Wells e di Bertrand Russeli, i quali prospettavano l'annientamento del continente europeo attraverso la "Rivoluzione" ed il "Controllo sulla mente umana : "La soluzione non sta in uno scontro diretto" - aveva affermato Wells - "Noi possiamo sconfiggere la 'cultura', perché conosciamo come funziona la mente umana e il suo imperscrutabile subconscio" (9).
Wells e Russell furono messi in minoranza, ma la soluzione "interventista" non raggiunse gli obiettivi sperati, né con la prima, come neppure con la seconda guerra mondiale: l'impero britannico venne ridimensionato, mentre si affermò lo strapotere sovietico e la supremazia americana.
Fedeli alla loro linea, Wells e Russell, pur non disdegnando l'impiego brutale della forza militare, si dedicarono al loro sottile progetto di pervenire ad un Governo Mondiale attraverso un progressivo potenziamento di istituzioni sovranazionali, utilizzando l'arma della "psicologia di massa" per indurre l'opinione pubblica mondiale e le Nazioni al consenso. Parte integrante del progetto era una strategia planetaria da condurre allo scoperto e in piena luce del sole, per erodere e smantellare ogni possibile resistenza a questo governo mondiale, favorendo, così, una supina accettazione di essa.
Chi maggiormente fomentò questa strategia fu, appunto, il "filosofo" britannico Bertrand Russell: persona di spicco sulla scena politica di questo secolo, egli determinò le scelte strategiche delle nazioni più potenti della terra, indirizzandole verso l'accettazione di un governo mondiale da realizzare attraverso lo spopolamento del pianeta. E con la collaborazione di Wells, Russell tracciò le linee strategiche di questo progetto, apertamente genocida, e fu ancora lui, tramite i suoi amici più fidati, il principale responsabile della messa in atto del piano.
Ecco, in breve, il suo pensiero che, portò a proporre il genocidio come conseguenza logica e desiderabile.
Il disprezzo della vita umana ne costituisce la spina dorsale: "La vita è un fenomeno insignificante, breve e transitorio [...] che non potrebbe creare turbamento se non fosse perché uno vi è personalmente coinvolto" (10). Al disprezzo dell'uomo, segue l'avversione e la frode dell'inutilità della scienza: "La scienza ha aumentato il controllo dell'uomo sulla natura, e si può supporre che essa sia in grado di migliorare le sue condizioni di vita. Questo sarebbe vero se l'uomo fosse un essere razionale, ma, purtroppo, non è altro che un groviglio di istinti e di passione" (11). All'uomo, ridotto a semplice animale, fa seguito la menzogna della "teoria della limitatezza delle risorse": "La scienza può abolire la povertà e ridurre il tempo dedicato al lavoro [...]. Entrambe, agricoltura e industria, se mantenute in continua espansione, non possono che portare all'esaurimento delle risorse naturali" (12). Secondo Russell, "l'industria, ad eccezione di quella che soddisfa le necessità (elementari) dell'agricoltura, è un lusso. [...]. Se sopraggiungono tempi difficili, il processo di industrializzazione, che ha caratterizzato gli ultimi centocinquant'anni, verrebbe violentemente arrestato. [...]. I centri urbani e industriali cadrebbero in rovina e i loro abitanti, se ancora in vita, ritornerebbero alle fatiche contadine dei loro antenati medioevali" (13). Russell proponeva all'umanità un preciso modello politico di civiltà: quello social-comunista di tipo rurale: "I cinesi hanno una civiltà e indole, per molti versi, superiori a quelle delle razze europee" (14). "Il socialismo, specialmente quello internazionale, è possibile solo in un sistema stabile in cui la popolazione sia stazionaria o quasi. Il suo leggero aumento può essere fronteggiato con miglioramenti nei metodi usati in agricoltura; ma un rapido aumento non può che portare l'intera popolazione alla miseria. [...]. Le popolazioni di razza bianca cesseranno, tra breve, di crescere; per le razze asiatiche e per quelle africane, invece, ci vorrà del tempo perché l'incremento demografico raggiunga un livello adeguato per mantenere la popolazione stabile senza bisogno di guerre e di pestilenze [...]. Fino a quel momento, i benefici a cui mira il socialismo possono essere realizzati solo parzialmente, e le razze meno prolifiche dovranno difendersi contro quelle più prolifiche con metodi tanto disgustosi quanto necessari" (15). All'uomo "incapace di controllo demografico", Russell illustrava le conseguenze: "Il pericolo di una carestia mondiale può essere fronteggiato, per poco tempo, da miglioramenti nelle tecniche agricole. Ma, se la popolazione continua a crescere ai tassi attuali, tali miglioramenti non potranno più bastare. Vi saranno, allora, due gruppi: l'uno, povero, con una popolazione in continuo aumento; l'altro, ricco, e con una popolazione stabile. Tale situazione non può che portare ad una guerra mondiale. [...]. La guerra potrebbe diventare così distruttiva che, per una volta e per qualsiasi tasso di incremento demografico, non vi sarebbe il pericolo della della sovrappopolazione [...]" (16). E la guerra venne da lui prospettata come una guerra contro la popolazione civile: "Gli scienziati inventano, continuamente, mezzi offensivi e difensivi sempre più elaborati. Il risultato è quello di diminuire la percentuale della popolazione da mandare al fronte, poiché cresce quella da dedicare alla produzione di armi e munizioni. Questo può sembrare un vantaggio, ma ciò comporta che la guerra moderna sia rivolta, principalmente, contro la popolazione civile e, in una nazione sconfitta, la popolazione dovrà patire le stesse sofferenze dei suoi soldati" (17). Russell non rifugge nemmeno dall'idea di fabbricare e di usare ordigni nucleari. Ecco, infatti, cosa dice questo subumano "pacifista" ed "antinucleare" di fama mondiale: "Io non sono d'accordo con quanti si oppongono alla costruzione della bomba ad idrogeno [...] poiché non vaI la pena combattere una guerra, a meno che non sia vantaggioso vincerla"! (18). E vedendo i vantaggi derivanti dalla vittoria era elettrizzato dalle atomiche sganciate a Hiroshima e Nagasaki: "Se l'America fosse più imperialista, vi sarebbe un'altra alternativa [...] alla totale obliterazione della vita civile. [...]. Durante i prossimi anni, questa politica (di disarmo) potrebbe essere imposta con la forza. Se fossero anche necessarie una o due guerre, esse sarebbero comunque brevi e terminerebbero con una decisiva vittoria americana" (19). Il bastardo "pacifista" Russell si fece perciò promotore dell'uso dell'arma nucleare per la creazione di un impero mondiale: "C'è una cosa, ed una sola, che può salvare il mondo [...]; questa è che l'America dichiari guerra alla Russia, entro i prossimi due anni, per stabilire un impero mondiale facendo uso della bomba atomica" (20). E questa, infine, è la sua idea di governo mondiale: "Quando parlo di un Governo Mondiale, io ne intendo uno che veramente governi; [...] l'unico ad avere: tutte le bombe atomiche e le fabbriche che le producono, tutta l'aviazione militare, tutte le navi da guerra e, in generale, tutto ciò che è necessario per renderlo irresistibile" (21).
La guerra atomica contro l'Unione Sovietica, però, non venne dichiarata. Fu così che, per eliminare il pericolo del monopolio nucleare americano (!), e per mantenere il controllo delle sorti del mondo nelle mani degli strateghi sovranazionali, l'Unione Sovietica fu sostenuta, dagli amici di Russell, nel suo sforzo di dotarsi dell'arma nucleare (22). In queste condizioni, la guerra atomica diveniva improbabile, ma - almeno - sempre possibile. Russell, infatti, scriveva: "Non è affatto improbabile che le grandi potenze militari del mondo conoscano la loro distruzione per la loro incapacità di astenersi dalla guerra" (23).
Al mondo, già terrorizzato, e sotto la continua minaccia di un olocausto nucleare, Bertrand Russell offriva contemporaneamernte la "psicologia di massa", arma usata per indurre o strappare il consenso: "Penso che l'argomento di più grande importanza politica - scriveva - sia la psicologia di massa. [...]. Gli psicologi del futuro dovranno avere classi di bambini ai quali dovranno, con metodi diversi, inculcare la convinzione che la neve è nera! Si potrà giungere rapidamente ad alcuni risultati; primo, che l'influenza della famiglia è di ostacolo; secondo, che non si può far molto se l'indottrinamento non inizia prima dell'età di dieci anni; terzo, che alcuni versi, messi in musica e intonati in modo ripetitivo sono di estrema efficacia!" (24).
Lo scopo da raggiungere, Russell lo spiegava apertamente con queste parole: "Imparare a sottometterci alla legge, perfino (quando questa) è imposta da stranieri che disprezziamo ed odiamo, e che sappiamo essere completamente estranei ad ogni considerazione di giustizia" (25).
A questo punto, qualcuno potrà pensare che erano altri tempi, vale a dire tempi di idioti, o di esseri cinicamente subumani. Ebbene, NON È ASSOLUTAMENTE VERO. Anche oggi è così. Il 10 marzo 2004 il quotidiano piacentino "Libertà" pubblicava un articolo intitolato "Giocando imparano a pagare le tasse. Nelle scuole di Castelvetro un progetto di educazione alla legalità".

Ricordo che leggendolo mi vergognai di essere emiliano... Poi però considerai che questa è la normalità di oggi: per ridurre la gente alla schiavitù, è indispensabile creare un'elite in grado di dirigere l'uso della "psicologia di massa"...
Nel 1928, a questo proposito, Russell scriveva: "Voglio suggerire una nuova organizzazione sociale, una nuova istituzione che, per ora, posso chiamare enciclopedia mondiale. [...]. Questa enciclopedia dovrebbe assumere il ruolo di una Bibbia nella cultura mondiale. [Essa] dovrà esercitare una grande influenza su chiunque controlli amministrazioni, o diriga centri di creazione della "psicologia di massa", [su chiunque] dichiari guerre, produca cibo o faccia morir di fame, o stermini intere popolazioni!" (26).
Nello stesso anno, H. George Wells pubblicava un programma dal titolo: "The Open Conspiracy" (La congiura aperta) (27).
Partendo da una totale concordanza con la teoria genocida di Russell, il programma enunciava i principi di un governo mondiale, capace di porre in atto questa teoria: "1) La completa affermazione, sia teorica che pratica, della natura provvisoria dei governi esistenti; 2) la decisione di minimizzare, con ogni mezzo disponibile, i conflitti tra questi governi, [...] e le loro interferenze nello stabilire un sistema economico mondiale; 3) la determinazione di conferire la proprietà privata locale, o nazionale, o almeno il credito, i trasporti, la produzione di cibo ad un governo mondiale; 4) il riconoscimento pratico della necessità di un controllo biologico mondiale, come ad esempio, il controllo sulla popolazione e sulle malattie; 5) la definizione di uno standard minimo di libertà e di sussistenza individuale nel mondo; 6) il dovere supremo di subordinare la vita personale alla creazione di un governo mondiale, capace di assolvere a queste funzioni" (28).
Dopo aver letto quest'opera, Bertrand Russell scrisse all'autore: "Non vi è nulla, che io conosca, con cui possa essere più pienamente d'accordo" (29).

Herbert George Wells è famoso per aver predetto l'uso della bomba atomica contro la popolazione civile, e per aver fissato per il 1956 lo scoppio di un'epidemia su scala mondiale che avrebbe cancellato metà della popolazione del pianeta (30). Come non poteva trovarsi d'accordo Russell con costui? Eppure costui aveva: "La comunità mondiale che desideriamo [...] esige, quale condizione principale, un controllo deliberato della popolazione" (31).
L'ecatombe causata dalle due guerre mondiali non diede però i risultati sperati.
Deluso da ciò, Russell, nel 1951, auspicava mezzi di sterminio più "efficaci": "Attualmente, la popolazione mondiale aumenta di circa 58.000 unità al giorno. La guerra, finora, non ha avuto effetti consistenti sul rallentamento (della crescita demografica), che è continuata, nonostante le ultime due guerre mondiali. [...]. La guerra è stata finora deludente sotto questo aspetto [...] ma, forse, la guerra batteriologica si rivelerà più efficace. Se una peste nera potesse scoppiare in tutto il mondo, ad ogni generazione, i sopravvissuti potrebbero procreare liberamente senza popolare troppo questo pianeta. Tutto ciò potrebbe sembrare spiacevole, ma che importa? Le persone di grande intelletto sono indifferenti alla felicità, soprattutto se si tratta di quella degli altri" (32).
Questa "teoria del genocidio", purtroppo, non rimase "lettera morta", e tutti gli orrori che il mondo ha conosciuto in questi ultimi decenni sono contenuti in essa, grazie anche al lavaggio del cervello, praticato quotidianamente dai mass media, finalizzato all'accettazione progressiva, da parte dell'opinione pubblica mondiale, dell'idea dello spopolamento del pianeta come unica politica indispensabile per la "sicurezza umana".
Mai si è inneggiato tanto ai "diritti inalienabili dell'uomo" e mai si è invocata tanto la "pace" nel mondo come oggi, calpestando così il diritto alla vita degli esseri umani, la sua dignità, e le sue più elementari necessità ed esigenze. Mai infatti si sono viste tante guerre di sterminio dilagare in tutto il mondo come oggi.
Questa teoria genocida, disgraziatamente, non ha solamente permeato ideologie e intere istituzioni a livello internazionale; non solo si è incarnata in certe fondazioni e club sovranazionali (basta inserire in qualsiasi motore di ricerca internet le parole "Club di Roma" per vedere piovere elogi a questo club da sinistra a destra), creati per la sua messa in atto: l'attuazione di questi propositi è stata assunta addirittura come necessità politica per il raggiungimento del governo mondiale, e come politica estera, da parte di una superpotenza, col pretesto della sicurezza del mondo.
NOTE
(1) Cfr. ilManifesto del 17/12/99 (http://www.girodivite.it/giro/1999/59200003.htm): "L' Onu dovrebbe chiedere scusa al popolo ruandese. Questa la conclusione di una inchiesta indipendente sul ruolo delle Nazioni unite durante il genocidio in Ruanda - che aveva provocato quasi un milione di vittime - nel 1994. Secondo il team - guidato dall'ex-primo ministro svedese, Ingvar Carlsson -, che ha condotto l'inchiesta, le Nazioni unite hanno ignorato l'evidente pianificazione di un genocidio e hanno rifiutato azioni che potessero evitarlo. Il rapporto mette anche in evidenza il ruolo dell'attuale segretario generale dell'Onu Kofi Annan, che a quel tempo era a capo della missione di peacekeeping, fortemente criticato per non aver messo in allarme per il rischio di genocidio. Viene anche criticata la decisione del Belgio di ritirare i propri peacekeepers dopo l'uccisione di dieci soldati belgi. Anche una scuola, dove poi si è realizzata una carneficina, era stata abbandonata dalle forze dell'Onu. I tre membri del team che hanno condotto l'inchiesta hanno realizzato numerose interviste con i protagonisti della vicenda ruandese. Consegnando il rapporto a Kofi Annan, Carlsson ha paragonato gli avvenimenti ruandesi con l'olocausto nazista contro gli ebrei. Se gli autori del rapporto si augurano che almeno possa servire a evitare per il futuro altri genocidi, l'ambasciatore del Ruanda alle Nazioni unite ha detto che il suo paese vuole conoscere la verità e le responsabilità, e a quali livelli, delle Nazioni unite. Mentre Kofi Annan in risposta alle accuse non ha saputo fare altro che esprimere il proprio rincrescimento. Ha poi promesso azioni per evitare che si ripetano altri disastri del genere". (2) Dal 1803 al 1853, con perdite di milioni di vite umane, l'India combatté ben otto guerre per impedire il dominio della Compagnia Britannica delle Indie Orientali. (Cfr. Gardner, Brian, "The East India Company", McCall Publishing Co., New York 1972); Cfr. anche F. Adessa, "O.N.U. GIOCO AL MASSACRO?", Ed. Civiltà, Brescia. (3) Anton Chaitkin, "Treason in America", New Benjamin Franklin House, New York 1985, pp. 276 e 284. (A seguito di questo genocidio, la Regina Vittoria fu costretta a togliere l'amministrazione dell'India dalle mani della Compagnia delle Indie ed assumerla direttamente. J. S. Mill scrisse allora l'ultima supplica al Parlamento inglese perché ciò non avvenisse, adducendo le ragioni che l'amministrazione della "Compagnia" non sarebbe costata nulla al Governo britannico e che una "impresa privata" avrebbe tenuto l'India al di fuori delle lotte tra i Partiti politici!). (4) Kalimtgis, Goldman, Steinberg, "Droga S.p.a.", Edizioni Logos 1980, cap. I. (5) Idem p. 230. (6) Bertrand Russell, Lettera del 28/12/1902 all'amico Gilben Murray, futuro presidente della "Società delle Nazioni". (Cfr. Bollettino Internazionale: "Le operazioni segrete britanniche contro l'Europa dello SME", 1979). Personalmente ho sempre considerato questo filosofo un cretino (Cfr. la pagina comica "Scopo del cretino = il maligno": http://digilander.libero.it/VNereo/scopodel.htm
sulla sua "filosofia"). (7) I membri del "Club dei Coefficienti" furono: Lord Robert Cecil, Arthur Balfour, R. B. Haldane, Edward Grey, Leo Maxse, Leo Amery, Bellairs, Hewins, Alfred Milner, Halford Mackinder, Sydney Webb, Beatrice Webb, Herbert George Wells, Bertrand Russelì. (Cfr. Carol White, "The New Dark Ages Conspiracy", The New Benjamin Franklin House, Publishing Company, New York 1980, pp. 2-34). (8) Op. cit., cap. I. (Il resoconto dei discorsi tenuti in queste riunioni si possono leggere nelle seguenti opere: H. G. Wells, "Experiments in Autobiography", New York: Macmillan Co. 1934, pp. 650-663; H. G. Wells, "The New Macchiavelli", New York: Duffield and Co. 1927, pp. 314-340; H. G. WeIls, "The Way the World is Going: Guesses and Forecasts of The Years Ahead, London: Ernest Benn Ltd. 1928, pp. 115-123; Bertrand Russelì, "Portraits from Memory and Other Essays",New York: Simon and Schuster 1956, pp. 81-83; Bertrand Russelì, "The Autobiography of Bertrand Russelì, Boston: Little, Brown and Co. 1967, voll. 1-2; Beatrice Webb, "Our Partnership", London: Longmans, Green and Co. 1948, pp. 217-366; Halford J. Mackinder, "Democratic Ideals and Reality", New York: W. W. Norton and Co., Inc. 1969, pp. XIII, 40; G. K. Chesterton, "Heretics", New York: John Lane Co. 1905, p. 81). (9) Carol White, op. cit., p. 5. (10) Bertrand Russell, "The Impact of Science on Society", (New York: Simon and Schuster, 1953), p. 15. (11) Bertrand Russelì, "The Future of Science and Self-Portrait of theAuthor", (New York: Philosophical Library 1959), pp. 7-12. (12) Bertrand Russelì, "The Impact...", op. cit., pp. 51, 98-99. (13) Idem, pp. 101-103. (14) Bertrand Russell, "The Problem of China", (New York, The Century Co., 1922), p. 233. (15) Beltrand Russell, "The Prospects of industrial Civilization" (London: George Allen and Unwin, Ltd., 1923), p. 273. (16) Bertrand Russell, The Impact... op. cit., pp. 29-30. (17) Bertrand Russell, "The Future..." op. cit., pp.7-12. (18) In "World Horizon" 1950, e citato in C. White, op. cit, p. 184. (19) Bertrand Russell, "The Future..." op. cit., p. 518. (20) Lettera del settembre 1945 all'amante Gamel Brenan, riportata in: Clark, "Life of Bertrand Russell", p. 518. (21) Bertrand Russell in "Bulletin of the Atomic Scientists", 1946. (22) Le accuse rivolte a Leo Szilard, Roben Oppenheimer, Enrico Fermi, amici di Bertrand Russell, sono contenute in un recente libro intitolato: "Speciai Task: The Memoires of an Unwanted Witness - A Soviet Spymaster", Boston: Little, Brown & Co., 1994, di Pavel Sudoplatov, Anatoli Sudoplatov, Jerrold L. e Leona T. Schecter. (Cfr. "EIR", 01/07/1994, pp. 20-31. Nell'articolo si sottolinea che l'aiuto dato all'Unione Sovietica, per lo sviluppo dell'arma nucleare, è stato fornito dopo l'avvenuto accordo tra B. Russell e N. Krusciov per la gestione bipolare del mondo sotto la minaccia nucleare. Lo scopo era quello di pervenire ad un Governo Mondiale sotto gli auspici delle Nazioni Unite). (23) Bertrand Russell, "The Problem of China", op., cit., pp. 265-266. (24) Bertrand Russell, "The Impact...", op. cit., pp. 29-30. (25) Idem p. 75. (26) Citazione tratta dall'articolo introduttivo, scritto da Bertrand Russell, dell'Enciclopedia Internazionale delle Scienze Unificate, pubblicata nel 1928, da Robert Hutchins, futuro presidente dell'Università di Chicago. (27) H. G. Wells, "The Open Conspiracy: Blueprint for a World Revolution" (London, Victor Gollanez, 1928). (28) Idem, pp. 14-15. (29) Idem, pp. 113-114. (30) H. O. Wells, "The Shape of Things to Come", New York: Macmillan Co. 1933. (31) H. O. Wells, "The Open Conspiracy..." op. cit., pp. 162 e segg. (32) Bertrand Russell, "The Impact of Science..." op. cit, pp. 102-104. |
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onumania - 10:34 AM, Oct. 22, 2006 |
Wilsonianum, ONU e Goetheanum Il Goetheanum di Dornach come simbolo di pace cosmica

Il Goetheanum di Dornach è un simbolo di pace mondiale, sacro come il simbolo dell'arcobaleno, anche se l'arcobaleno, a differenza del Goetheanum, non è "costruito" da mani d'uomo. Il Goetheanum di Dornach rende inoltre testimonianza al fatto che l'ONU è maschera di un comunismo molto più efferato di quello fallito col crollo del muro di Berlino.
L'ONU è infatti un'istituzione voluta dalla wilsoniana "società delle nazioni", creazione di un sistema astratto di pensiero in cui l'astratto cominciò a dominare il concreto vivere quotidiano di tutti. Ecco perché tutti coloro che si sono schierano in favore delle decisioni ONU sono già schierati politicamente nelle sinistre, più o meno democratiche, delle nazioni europee. E di fronte all'ingiustizia monetaria imperante, usano gli strumenti legislativi non per attuare secondo giustizia una pacifica rivoluzione monetaria, ma per mantenere il vecchio status quo, anche di fronte all'evidente fallimento totale di tutte le politiche economiche fino ad oggi adottate. In nome dell'ONU, costoro legittimano il "nuovo ordine mondiale", magari senza neanche collegare interiormente il fatto che l'ONU nacque nel 1945 coi medesimi orientamenti criminali del passato, quando per gli stessi motivi di "pace mondiale" si fondò la "società delle nazioni". Ma questi camerieri dei banchieri, predicatori dell'ONU come istituzione capace di "risoluzione" problemi mondiali, o di "interventi" per far cessare il terrorismo, si rendono conto che gli ideatori delle istituzioni bancarie e della stessa ONU sono gli stessi che da due secoli fomentano il terrorismo?
Fra tutte le istituzioni volontariamente malate di cecità nei confronti del cambiamento primeggiano i cosiddetti istituti di credito, cioè le banche emittenti, che hanno come unica prospettiva politica la piena conservazione del potere manipolativo del capitale dei cittadini. Ed è facile osservare che i medesimi individui che si professano in favore dell'ONU, sono pieni di fraterna indulgenza verso gli ultimi misfatti dei banchieri.
L'istituto di scienza spirituale del Goetheanum nasce infatti - secondo le affermazioni del suo costruttore Rudolf Steiner - come contestazione di un altro istituto: il Wilsonianum, cioè un istituto per gli studi wilsoniani che l'incondizionata divinizzazione del pensiero di Woodrow Wilson (1856-1924), presidente degli Stati Uniti d’America dal 1912 al 1920, voleva creare. In questa operazione, Steiner vedeva qualcosa di patologico che avrebbe dovuto rientrare nella sfera della psichiatria sociale, e fece perciò anche proposte terapeutiche per la società delle nazioni, affermando in che modo una giusta società delle nazioni avrebbe potuto svilupparsi in modo sano. Esiste una letteratura molto estesa a questo riguardo. Nel 1950, Comfort, per esempio, coraggiosamente denuncia nel suo saggio di psicopatologia del potere "Potere e delinquenza", divenuto un classico della psicologia sociale, le dinamiche del potere politico nel selezionare "positivamente", nell’ascesa della sua scala gerarchica, personalità psicopatiche e sociopatiche.

"Ciò che importa attualmente - scrive Comfort (1) - non è tanto la psicologia dei delinquenti al potere, quanto la nostra volontà di disobbedire e di resistere loro, in nome dei nostri interessi e di quelli della specie umana. E possiamo forse opporci e resistere con più efficacia se li comprendiamo meglio, risparmiandoci così di perdere il nostro tempo con scelte di tipo riformista che, strutturalmente, hanno al loro interno i semi del potere delinquente".
Oggi, dopo più di mezzo secolo, le cose stanno non solo come le aveva coraggiosamente denunciate il Comfort, e prima di lui Steiner, ma sono peggiorate al punto che occorre avvertire il cittadino in merito a ciò che egli non osa più riconoscere come reale: il massimo problema terroristico attuale non sono i terroristi ma la delinquenza politica che li genera. La reale classe dei veri criminali mafiosi di oggi è costituita dalla maggior parte dei politici, che noi, in quanto "popolo sovrano" andiamo a votare.
Poggiando su precisi dati conoscitivi del genere umano, delle sue paure e della sua deficienza in resistenza morale, la delinquenza politica dispone di vere e proprie scuole (le università; nonché di un mega apparato mediatico) nelle quali viene conferita una sorta di iniziazione ai "migliori" truffatori e imbroglioni del pianeta. Da queste "scuole" sorgono i "grandi progetti", che dovrebbero "migliorare" la vita: piani di "guerra per la pace", piani di "signoraggio per l'economia", ricerche biologiche o mediche d’avanguardia per l'espianto di organi, tecniche di manipolazione delle coscienze (mobbing), veri e propri trattati commerciali e finanziari della globalizzazione, nonché di politiche genocide. mondialmente pianificate.
Quanto segue (che ha dell'incredibile) è tratto dal libro dell'avvocato Adessa: "ONU. Gioco al massacro" (2).

Il 24 luglio 1980, la Casa Bianca pubblicava, a firma dell'allora presidente Jimmy Carter, i risultati di uno studio, durato tre anni, sulle risorse globali, e intitolato "The Global 2000 - Report to the President". Tale Rapporto (1600 pagine) era stato commissionato nel 1977 ed aveva coinvolto 14 enti fra agenzie e ministeri del governo americano, e centinaia di consiglieri esteri, sia negli USA che nel resto del mondo, nonché migliaia di funzionari. Sotto la direzione del segretario di Stato Cyrus Vance e del consigliere alla sicurezza Zbignew Brzezinski, e coordinato da Gustave Speth, il progetto aveva come direttore Gerard Barney, membro del "Club di Roma" e dello "Ad Hoc Group on Population Policy" di Henry Kissinger.
Il Rapporto Global 2000 esordisce dicendo: "Se proseguirà la tendenza attuale, allo sviluppo demografico ed economico, il mondo del 2000 sarà più popolato, più inquinato, meno stabile ecologicamente e più vulnerabile alla distruzione del mondo in cui viviamo oggi. Possiamo già intravedere i gravi problemi che sorgeranno per la popolazione, per le risorse e per l'ambiente". Al potenziale lettore di Global 2000 vengono indicati, in nero, i punti che deve leggere per farsi un'idea delle "linee essenziali". Dopo meno di 60 pagine, si viene a conoscenza del fatto che la produzione alimentare, fino all'anno 2000, non aumenterà a sufficienza per coprire il fabbisogno dell'Asia del Sud, del Medio Oriente e dei paesi sottosviluppati africani. Si legge, poi, che i prezzi del petrolio aumenteranno ed i paesi meno sviluppati avranno difficoltà sempre crescenti per coprire il loro fabbisogno energetico. Le conseguenze saranno che la fame e le malattie uccideranno un numero sempre crescente di bambini e neonati. Le raccomandazioni sono in definitiva la riduzione, pianificata della popolazione mondiale di almeno due miliardi entro l'anno 2000! La totale arbitrarietà delle conclusioni del "Rapporto" è riconosciuta dagli stessi autori, quando vi affermano che: "Lo Staff di Global 2000, e molti consiglieri, sono giunti alla conclusione, sulla base dell'analisi dei modelli mondiali presentati, che è impossibile attribuire una verosimiglianza ad alcune delle previsioni basate su dati specifici (contenuti) nei capitoli precedenti". Il rapporto "Global 2000" risulta pertanto essere "una dichiarazione politica di intenti genocidi!" (3).
Nel luglio del 1980, il segretario di Stato americano, Edmund Muskie, adottava il Rapporto GlobaI 2000 come politica ufficiale dell'amministrazione Carter! Da allora, il rapporto Global 2000 venne considerato un progetto da mettere in atto, per cui fu elaborato nei dettagli da un gruppo speciale diretto da Nick Yost. Come il rapporto originale, anche il documento per la realizzazione del progetto, intitolato "Global Future - Time to Act" (Un futuro globale - È ora di agire), fu stilato con l'ausilio di numerosi organismi extragovernativi, tra i quali il WWF (Fondo Mondiale per la Natura) e il consiglio per la difesa delle risorse naturali, finanziato da David Rockefeller.
Nick Yost, direttore del Rapporto, e principale responsabile della sua realizzazione, in un'intervista, così si era espresso: "Ci saranno troppe persone nel mondo. Dobbiamo ridurre la popolazione di almeno due miliardi di persone, entro la fine di questo secolo" (4). David Barnhizer, del consiglio per la difesa delle risorse naturali, che contribuì alla ricerca, affermava: "Le nostre risorse sono fisse e limitate [...]. Ogni sviluppo del Terzo Mondo deve essere controbilanciato da un regresso nel settore avanzato. Se questo non avverrà con una pianificazione razionale, verrà fatto con le guerre e le carestie. Ma deve essere fatto!" (5). Dall'"Office of Population Affairs", e dall'"Ad Hoc Group on PopulationPolicy", creati da Kissinger, la politica estera americana viene diretta da chi ritiene che il genocidio di intere popolazioni rappresenti un'alta priorità della politica estera americana (6)!
Nel libro "ONU. Gioco al massacro" vengono poi citate affermazioni di molti personaggi politici: Thomas Ferguson, responsabile della sezione latino-americana dello "Office of Population Affairs", che in un intervista del 20 febbraio 1981, dichiarò: "Ogni punto caldo nel mondo, in ultima analisi, è il risultato del fallimento della politica demografica. [...]. El Salvador è un esempio in cui il nostro fallimento di ridurre la popolazione, con programmi efficaci, ha gettato le basi di una crisi di sicurezza nazionale. [...]. Vi è un solo scopo in tutto il nostro lavoro: noi dobbiamo ridurre i livelli di popolazione. O i Governi seguono i nostri consigli, oppure capiteranno gli orrori che sono capitati a El Salvador, all'Iran o a Beirut. [...]. Guardate al Vietnam, anche quell'area era sovrappopolata. [...]. Noi pensavamo che la guerra avrebbe ridotto la popolazione, ma abbiamo sbagliato! Per ridurla efficacemente e rapidamente, si dovrebbero trascinare tutti i maschi sul campo di battaglia e si dovrebbe uccidere un numero significativo di donne in stato di fertilità. [...]. In El Salvador, si stanno uccidendo pochi maschi e non abbastanza femmine, per avere buoni risultati sulla popolazione. Se la guerra si prolungasse per 30 o 40 anni, allora sì che si potrebbe avere qualche risultato! [...]. Il modo più rapido di ridurre la popolazione è, comunque, quello delle carestie, come in Africa, o quello delle malattie, come nel periodo della "Peste Nera"; William Paddock, altro "esperto" dello "Office of Population Affairs": "Il rapporto Global 2000 è un documento meraviglioso. [...]. Ora, noi abbiamo bisogno di un "U.S. 2000"; e di una "Florida 2000" e di una "New York 2000"; una per ogni Stato, per iniziare a pianificare la situazione che dovremo fronteggiare. [...]. Ogni singolo paese del mondo è sovrappopolato, ma alcuni lo sono più di altri. [...]. Noi vedremo, tra breve, una drastica riduzione della popolazione. Questo capiterà in qualche modo. Uno dei quattro cavalieri dell'Apocalisse, oppure il quinto, che è la bomba (atomica). Questo non può essere fatto senza dolore e senza sofferenze"!

Ed Harlan Cleveland, ex presidente internazionale dell'Istituto Aspen, che dopo essersi congratulato con gli Autori di Global 2000, per aver preso in considerazione le sue previsioni sulle instabilità politiche dei paesi del Terzo Mondo, in un'intervista affermò: "Abbiamo avuto una catastrofe in El Salvador, una catastrofe in Libano, una completa catastrofe in Cambogia. Catastrofi in altri 100 paesi; comunque, non riuscirebbero a segnare un risultato apprezzabile sulla crescita della popolazione mondiale. Ma queste catastrofi potrebbero degenerare in 100 "Cambogie", che potrebbero eliminare un terzo della popolazione; questo sarebbe delizioso per i demografi!

Non è d'altronde improbabile che potremo avere un "El Salvador" in paesi più popolosi, come l'India, il Bangladesh, il Pakistan. Queste sono le nazioni che potrebbero realmente dare un contributo notevole alla riduzione della popolazione".
Il rapporto Global 2000 ispirò, nel 1981, in USA, la Population Policy Act, una legge che faceva della crescita demografica zero una legge di Stato! Richard Ottinger, che aveva presentato la proposta di legge, si espresse addirittura così: "La sovrappopolazione è una questione di sicurezza nazionale. Noi abbiamo richieste di cibo eccedenti la produzione; così prenderemo decisioni, simili a quelle di Dio, su chi vivrà e chi morirà. Non c'è cibo sufficiente per tutti quelli che stanno morendo di fame e noi dovremo decidere se dovranno morire milioni di africani, di asiatici o dilatino americani! Può capitare ogni cosa, come la guerra civile in El Salvador. Noi potremmo entrare in quei paesi e spazzare via tutti [...]. Noi saremo dalla parte dei dittatori e il problema della popolazione verrà risolto dalla guerra".

Fra coloro che seppero apprezzare le conclusioni genocide del rapporto Global 2000, vi fu anche il generale Maxwell Taylor, comandante in capo delle forze armate americane durante la guerra del Vietnam, il quale in un'intervista, dopo aver lodato il "Rapporto", affermava: "Il Terzo Mondo è il luogo di maggiore instabilità, principalmente per l'eccessiva crescita demografica in quelle aree. Perché non migliorare queste condizioni? Noi possiamo aiutare chiunque! Non abbiamo garanzie di poter sfamare noi stessi nei prossimi 10 o 20 anni, e meno ancora gli altri paesi. Dobbiamo individuare quei paesi che posseggono risorse per noi vitali ed estendere loro la nostra protezione. [...]. Per gli altri paesi, cosa si può dire? Che si arrangino da soli! Si può considerare la guerra come un mezzo di controllo della popolazione? Non è un modo delicato di porre la questione.. ma, in effetti, questo corrisponde a verità. Non appena questi paesi devastati iniziano a varcare i loro confini in cerca disperata di cibo, la guerra scoppierà e la gente si ucciderà in massa per poter sfamarsi in qualche modo".
La logica di questi mentecattocomunisti è molto semplice. Essi dicono: questo pianeta non basta per tutti, facciamone fuori un po', così tutto va a posto... ed è un bene per tutti...
Ecco perché il dibattito sulla questione della crescita della popolazione in rapporto allo sviluppo economico interessa l'ONU dal 1962, come risulta dai suoi documenti: "Questo dibattito segnò il giro di boa della politica demografica delle Nazioni Unite. Da allora, essa si è mossa lentamente, ma progressivamente, verso un maggior coinvolgimento nel campo della pianificazione familiare" (7).
La "politica demografica" dell'ONU e della società delle nazioni, è costata già 10 milioni di morti della prima guerra mondiale, ai quali vanno aggiunti altri 50 milioni di morti della seconda guerra mondiale.
Nel 1937, l'arcivescovo anglicano William Temple, così si esprimeva al "Congesso dell'Unione Universale per la Pace" (!): "Potrebbe essere necessario che si addivenga ad una nuova guerra per ristabilire l'autorità della "Società delle Nazioni"; potrebbe accadere che la generazione attuale e le future siano decimate, sacrificate, affinché la "Lega di Ginevra" ne esca riaffermata, come l'ultima guerra fu indispensabile alla sua creazione". Sui cadaveri dei 50 milioni di morti della seconda guerra mondiale, veniva così riaffermata l'autorità della "Società delle Nazioni"! E nel 1946, nasceva come istituzione sovranazionale, l"'Organizzazione delle Nazioni Unite", o ONU.
Al massacro dei 60 milioni di esseri umani delle due guerre mondiali, "necessari alla sua affermazione", l'ONU procede secondo il suo stile contro la popolazione mondiale, e i suoi controllori si servono del potere e dell'influenza di ogni agenzia, istituzione, e organizzazione facente parte, o associata, alle Nazioni Unite. Dal Segretariato Generale alla Banca Mondiale, ed al Fondo Monetario Internazionale; e dalle principali organizzazioni come l'UNESCO e l'OMS alle altre organizzazioni, istituti, consigli, fondi e commissioni ONU, questa idea fissa di "controllo demografico", o di "riduzione della popolazione mondiale", o di "spopolamento del pianeta", è diventata l'insistente ed ossessiva preoccupazione che ha permeato e permea perfino le migliaia di organizzazioni non governative, o ONG, registrate presso l'ONU.
Nel suo Rapporto del 1992, contenente le sue proposte di riforma delle Nazioni Unite, il segretario generale Boutros-Ghali, dopo aver illustrato il nuovo contesto di insicurezza internazionale causato dalla proliferazione delle armi nucleari e di quelle convenzionali, dal razzismo e dal progresso tecnologico (!), non esita a porre, tra i più gravi problemi sul tappeto, quello dell'incremento demografico: "Questa nuova dimensione di insicurezza - scrive Boutros-Ghali - non deve permettere di oscurare i continui e devastanti problemi della crescita incontrollata della popolazione" (8). Ed alla martoriata popolazione di Sarayevo, che il 31 dicembre 1992, dopo dieci mesi di ininterrotto assedio, lo avevano accolto urlando: "Boutros-Ghali, vergogna! Boutros-Ghali, Hitler!", il segretario generale delle Nazioni Unite, a coloro che avevano osato insultarlo, ha risposto: "Di che cosa vi lamentate? Voi vi trovate in una situazione migliore ad un'altra decina di luoghi nel mondo! [...]. La mortalità in altri paesi è molto più grave [...]. Il problema sono i mass media [...] che danno risalto alle piaghe della popolazione, oscurando i sottili segni di progresso ottenuti nel processo di pace"!
Tra le personalità più influenti, che non esitano a schierarsi in campo per la riduzione della popolazione mondiale, un posto d'onore spetta all'ex banchiere Robert Mac Namara, che nel 1984, sull'autorevole rivista "Foreign Affairs", affermava che determinati livelli di popolazione mondiale non dovevano, né avrebbero dovuto essere superati: "Ciò avverrà o attraverso misure umane e volontarie, o per una battuta d'arresto malthusiana" (9). Nel 1980, egli aveva già ammonito che: "Il problema principale è quello della crescita della popolazione [...]. Ci sono solo due strade per evitare un mondo con 10 miliardi di persone: o si fanno scendere rapidamente le attuali cifre della natalità, o si fanno aumentare le cifre della mortalità. Esistono, naturalmente, molti modi per innalzare il tasso di mortalità; in un'era termonucleare, la guerra può risolvere questo problema molto rapidamente e in modo definitivo, mentre le carestie e le malattie sono, invece, le soluzioni più antiche" (10). Il 18 giugno 1990, ospite d'onore alla conferenza sui "Problemi Demografici in Africa", Mac Namara, senza troppi complimenti, aveva dichiarato: "L'aids è appena una puntura di zanzara in confronto alle dimensioni del problema [...]. Anche mettendo insieme l'aids e le guerre regionali, i morti si contano solo a centinaia, mentre le nascite si contano a migliaia"! (11).
Ecco perché è auspicabile che tu, che stai leggendo queste cose, sentendo parlare dell'ONU, ti ricordi anche del Goetheanum di Dornach come simbolo di pace cosmica.
NOTE
(1) A. Comfort, "Authority and delinquency. A study in the psichology of power", oggi tradotto in italiano col titolo "Potere e delinquenza" dalle Ed. Elèuthera. (2) F. Adessa, "ONU. Gioco al massacro?", Ed. Civiltà, Brescia, 1996. (3) Ibid. (4) Cfr. Nuova Solidarietà, 17/03/1981, p. 4. (5) Ibid. (6) Cfr. "ONU. Gioco al massacro?", op. cit. (7) United Nations, "Measures, policies and programmes affecting fertility", New York 1972, Department of Economic and Social Affairs ST/SOA/Series A/ 51, p. 79. (8) Boutros Boutros-Ghali, An agenda for peace preventive diplomacy, peace-making and peace-keeping; Report of Segretary-General pursuant to the statement adopted by the Summit Meeting of the Security Council on 31 January 1992. (9) Foreign Affairs, Summer 1984, p. 1131. (10) Cfr. Global 2000, Genocide 100 Times Worse than Hitler. NDPC P.O.Box 26, Midtown Station, N. Y., New York 10018, 1981, p. 4. (11) Nuova Solidarietà, 14 luglio 1990, p. 9. |
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