Affermazioni del filosofo eroe Bertrand Russell - 01:18 PM, Jun. 15, 2006 |
"La vita è un fenomeno insignificante, breve e transitorio [...] che non potrebbe creare turbamento se non fosse perchè uno vi è personalmente coinvolto" (B. Russell, "The Impact of Science on Society", New York: Simon and Schuster, 1953, p. 15).
"La scienza ha aumentato il controllo dell'uomo sulla natura, e si può supporre che essa sia in grado di migliorare le sue condizioni di vita. Questo sarebbe vero se l'uomo fosse un essere razionale, ma, purtroppo, non è altro che un groviglio di istinti e di passioni" (B. Russell, "The Future of Science and Self-Portrait of theAuthor", New York: Philosophical Library 1959, pp. 7-12).
"I cinesi hanno una civiltà e indole, per molti versi, superiori a quelle delle razze europee" (B. Russell, "The Problem of China", New York, The Century Co., 1922, p. 2339).
"Il socialismo, specialmente quello internazionale, è possibile solo in un sistema stabile in cui la popolazione sia stazionaria o quasi. Il suo leggero aumento può essere fronteggiato con miglioramenti nei metodi usati in agricoltura; ma un rapido aumento non può che portare l'intera popolazione alla miseria. [...]. Le popolazioni di razza bianca cesseranno, tra breve, di crescere; per le razze asiatiche e per quelle africane, invece, ci vorrà del tempo perché l'incremento demografico raggiunga un livello adeguato per mantenere la popolazione stabile senza bisogno di guerre e di pestilenze [...]. Fino a quel momento, i benefici a cui mira il socialismo possono essere realizzati solo parzialmente, e le razze meno prolifiche dovranno difendersi contro quelle più prolifiche con metodi tanto disgustosi quanto necessari" (B. Russell, "The Prospects of industrial Civilization", London: George Allen and Unwin, Ltd., 1923, p. 273).
"Il pericolo di una carestia mondiale può essere fronteggiato, per poco tempo, da miglioramenti nelle tecniche agricole. Ma, se la popolazione continua a crescere ai tassi attuali, tali miglioramenti non potranno più bastare. Vi saranno, allora, due gruppi: l'uno, povero, con una popolazione in continuo aumento; l'altro, ricco, e con una popolazione stabile. Tale situazione non può che portare ad una guerra mondiale. [...]. La guerra potrebbe diventare così distruttiva che, per una volta e per qualsiasi tasso di incremento demografico, non vi sarebbe il pericolo della sovrappopolazione [...]" (Bertrand Russell, The Impact... op. cit., pp. 29-30).
"Gli scienziati inventano, continuamente, mezzi offensivi e difensivi sempre più elaborati. Il risultato è quello di diminuire la percentuale della popolazione da mandare al fronte, poiché cresce quella da dedicare alla produzione di armi e munizioni. Questo può sembrare un vantaggio, ma ciò comporta che la guerra moderna sia rivolta, principalmente, contro la popolazione civile e, in una nazione sconfitta, la popolazione dovrà patire le stesse sofferenze dei suoi soldati" (B. Russell, "The Future..." op. cit., pp.7-12).
"Non sono d'accordo con quanti si oppongono alla costruzione della bomba ad idrogeno [...] non vaI la pena combattere guerre, a meno che non sia vantaggioso vincerle" ("World Horizon" 1950, e cit. in Carol White, "The New Dark Ages Conspiracy", The New Benjamin Franklin House, Publishing Company, New York 1980, p. 184).
"Se l'America fosse più imperialista, vi sarebbe un'altra alternativa [...] alla totale obliterazione della vita civile [...]. Durante i prossimi anni, questa politica (di disarmo) potrebbe essere imposta con la forza. Se fossero anche necessarie una o due guerre, esse sarebbero comunque brevi e terminerebbero con una decisiva vittoria americana" (B. Russell, "The Future...", op. cit., p. 518).
"C'è una cosa, ed una sola, che può salvare il mondo [...]; questa è che l'America dichiari guerra alla Russia, entro i prossimi due anni, per stabilire un impero mondiale facendo uso della bomba atomica" (Lettera di B. Russell del settembre 1945 all'amante Gamel Brenan, riportata in: Clark, "Life of Bertrand Russell", p. 518).
"Quando parlo di un Governo Mondiale, io ne intendo uno che veramente governi; [...] l'unico ad avere: tutte le bombe atomiche e le fabbriche che le producono, tutta l'aviazione militare, tutte le navi da guerra e, in generale, tutto ciò che è necessario per renderlo irresistibile" (B. Russell in "Bulletin of the Atomic Scientists", 1946).
"Non è improbabile che le grandi potenze militari mondiali conoscano la loro distruzione per la loro incapacità di astenersi dalla guerra" (B. Russell, "The Problem of China", op., cit., pp. 265-266).
"Penso che l'argomento di più grande importanza politica sia la psicologia di massa [...]. Gli psicologi del futuro dovranno avere classi di bambini ai quali dovranno, con metodi diversi, inculcare la convinzione che la neve è nera! Si potrà giungere rapidamente ad alcuni risultati; primo, che l'influenza della famiglia è di ostacolo; secondo, che non si può far molto se l'indottrinamento non inizia prima dell'età di dieci anni; terzo, che alcuni versi, messi in musica e intonati in modo ripetitivo sono di estrema efficacia!" (B. Russell, "The Impact...", op. cit., pp. 29-30).
[L'obiettivo è dunque] "imparare a sottometterci alla legge, perfino (quando questa) è imposta da stranieri che noi disprezziamo e odiamo, e che sappiamo essere completamente estranei ad ogni considerazione di giustizia" (Ibid p. 75).
"Voglio suggerire una nuova organizzazione sociale, una nuova istituzione che, per ora, posso chiamare Enciclopedia Mondiale [...]. Questa Enciclopedia dovrebbe assumere il ruolo di una Bibbia nella cultura mondiale. [Essa] dovrà esercitare una grande influenza su chiunque controlli amministrazioni o diriga centri di creazione della "psicologia di massa", (su chiunque) dichiari guerre, produca cibo, o faccia morir di fame, o stermini intere popolazioni!" (B. Russell, articolo introduttivo dell'Enciclopedia Internazionale delle Scienze Unificate, pubblicata nel 1928 da Robert Hutchins, futuro presidente dell'Università di Chicago).
"Non vi è nulla, che io conosca, con cui possa essere più pienamente d'accordo" (Da una lettera di B. Russell scrisse all'autore H. G. Wells, dopo averne letto l'opera "The Open Conspiracy: Blueprint for a World Revolution", London, Victor Gollanez, 1928, il cui programma di un Governo Mondiale conforme alla teoria genocida di Russell, mirava all'attuazione dei seguenti punti: "1. La completa affermazione, sia teorica che pratica, della natura provvisoria dei Governi esistenti; 2. La decisione di minimizzare, con ogni mezzo disponibile, i conflitti tra questi Governi, [...] e le loro interferenze nello stabilire un sistema economico mondiale; 3. La determinazione di conferire la proprietà privata locale, o nazionale, o almeno il credito, i trasporti, la produzione di cibo ad un Governo mondiale; 4. Il riconoscimento pratico della necessità di un controllo biologico mondiale, come ad esempio, il controllo sulla popolazione e sulle malattie; 5. La definizione di uno standard minimo di libertà e di sussistenza individuale nel mondo; 6. Il dovere supremo di subordinare la vita personale alla creazione di un Governo Mondiale, capace di assolvere a queste funzioni" ("The Open Conspiracy: Blueprint for a World Revolution", op. cit.); Herbert George Wells è famoso per aver predetto l'uso della bomba atomica contro la popolazione civile, e per avere già fissato, per l'anno 1956, lo scoppio di un'epidemia su scala mondiale che avrebbe cancellato metà della popolazione del pianeta (H. O. Wells, "The Shape of Things to Come", New York: Macmillan Co. 1933).
NOTA: l'ecatombe causata dalle due guerre mondiali non diede però i risultati sperati. Deluso da ciò, Russell, nel 1951, auspicava mezzi di sterminio più "efficaci": "Attualmente, la popolazione mondiale aumenta di circa 58.000 unità al giorno. La guerra, finora, non ha avuto effetti consistenti sul rallentamento (della crescita demografica), che è continuata, nonostante le ultime due guerre mondiali. [...]. La guerra è stata finora deludente sotto questo aspetto [...] ma, forse, la guerra batteriologica si rivelerà più efficace. Se una peste nera potesse scoppiare in tutto il mondo, ad ogni generazione, i sopravvissuti potrebbero procreare liberamente senza popolare troppo questo pianeta. Tutto ciò potrebbe sembrare spiacevole, ma che importa? Le persone di grande intelletto sono indifferenti alla felicità, soprattutto se si tratta di quella degli altri" (B. Russell, "The Impact of Science..." op. cit, pp. 102-104).
Questa "teoria del genocidio", purtroppo, non rimase "lettera morta", e tutti gli orrori che il mondo ha conosciuto in questi ultimi decenni sono contenuti in essa, grazie anche al lavaggio del cervello, praticato quotidianamente dai mass media (compresi certi forum sedicenti filosofici in cui la figura di B. Russell campeggia come quella rappresentativa del FILOSOFO EROE), finalizzato all'accettazione progressiva, da parte dell'opinione pubblica mondiale, dell'idea dello spopolamento del pianeta come unica politica indispensabile per la "sicurezza umana". Mai si è inneggiato tanto ai "diritti inalienabili dell'uomo" e mai si è invocata tanto la "pace" nel mondo come ai nostri tempi, calpestando così il diritto alla vita degli esseri umani, la sua dignità, le sue più elementari necessità ed esigenze. Mai infatti si sono viste tanne guerre di sterminio dilagare in tutto il mondo come oggi. Questa teoria genocida, disgraziatamente, non ha solamente permeato ideologie e intere istituzioni a livello internazionale; non solo si è incarnata in certe fondazioni e club sovranazionali, creati per la sua messa in atto: l'attuazione di questi propositi è stata assunta addirittura come necessità politica per il raggiungimento del Governo Mondiale, e come politica estera, da parte di una superpotenza, col pretesto della sua sicurezza nazionale. |
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"Nell'ultimo periodo non sono stato che oppresso dalla noia, dal tedio e dalla vanità delle cose: non vi è nulla che mi ecciti, nulla che sembri avere senso, fare o aver fatto; l'unica cosa che fortemente sento, che val la pena di fare, sarebbe quella di uccidere il maggior numero possibile di persone, così da diminuire la coscienza globale mondiale"(dalla lettera del 28/12/1902 scritta all'amico Gilbert Murray, futuro presidente della "Società delle Nazioni"; cfr. Bollettino Internazionale: "Le operazioni segrete britanniche contro l'Europa dello SME", 1979).