onumania - 10:34 AM, Oct. 22, 2006 |
Wilsonianum,
Il Goetheanum di Dornach è un simbolo di pace mondiale, sacro come il simbolo dell'arcobaleno, anche se l'arcobaleno, a differenza del Goetheanum, non è "costruito" da mani d'uomo. Il Goetheanum di Dornach rende inoltre testimonianza al fatto che l'ONU è maschera di un comunismo molto più efferato di quello fallito col crollo del muro di Berlino. L'ONU è infatti un'istituzione voluta dalla wilsoniana "società delle nazioni", creazione di un sistema astratto di pensiero in cui l'astratto cominciò a dominare il concreto vivere quotidiano di tutti. Ecco perché tutti coloro che si sono schierano in favore delle decisioni ONU sono già schierati politicamente nelle sinistre, più o meno democratiche, delle nazioni europee. E di fronte all'ingiustizia monetaria imperante, usano gli strumenti legislativi non per attuare secondo giustizia una pacifica rivoluzione monetaria, ma per mantenere il vecchio status quo, anche di fronte all'evidente fallimento totale di tutte le politiche economiche fino ad oggi adottate. In nome dell'ONU, costoro legittimano il "nuovo ordine mondiale", magari senza neanche collegare interiormente il fatto che l'ONU nacque nel 1945 coi medesimi orientamenti criminali del passato, quando per gli stessi motivi di "pace mondiale" si fondò la "società delle nazioni". Ma questi camerieri dei banchieri, predicatori dell'ONU come istituzione capace di "risoluzione" problemi mondiali, o di "interventi" per far cessare il terrorismo, si rendono conto che gli ideatori delle istituzioni bancarie e della stessa ONU sono gli stessi che da due secoli fomentano il terrorismo? Fra tutte le istituzioni volontariamente malate di cecità nei confronti del cambiamento primeggiano i cosiddetti istituti di credito, cioè le banche emittenti, che hanno come unica prospettiva politica la piena conservazione del potere manipolativo del capitale dei cittadini. Ed è facile osservare che i medesimi individui che si professano in favore dell'ONU, sono pieni di fraterna indulgenza verso gli ultimi misfatti dei banchieri. L'istituto di scienza spirituale del Goetheanum nasce infatti - secondo le affermazioni del suo costruttore Rudolf Steiner - come contestazione di un altro istituto: il Wilsonianum, cioè un istituto per gli studi wilsoniani che l'incondizionata divinizzazione del pensiero di Woodrow Wilson (1856-1924), presidente degli Stati Uniti d’America dal 1912 al 1920, voleva creare. In questa operazione, Steiner vedeva qualcosa di patologico che avrebbe dovuto rientrare nella sfera della psichiatria sociale, e fece perciò anche proposte terapeutiche per la società delle nazioni, affermando in che modo una giusta società delle nazioni avrebbe potuto svilupparsi in modo sano. Esiste una letteratura molto estesa a questo riguardo. Nel 1950, Comfort, per esempio, coraggiosamente denuncia nel suo saggio di psicopatologia del potere "Potere e delinquenza", divenuto un classico della psicologia sociale, le dinamiche del potere politico nel selezionare "positivamente", nell’ascesa della sua scala gerarchica, personalità psicopatiche e sociopatiche.
"Ciò che importa attualmente - scrive Comfort (1) - non è tanto la psicologia dei delinquenti al potere, quanto la nostra volontà di disobbedire e di resistere loro, in nome dei nostri interessi e di quelli della specie umana. E possiamo forse opporci e resistere con più efficacia se li comprendiamo meglio, risparmiandoci così di perdere il nostro tempo con scelte di tipo riformista che, strutturalmente, hanno al loro interno i semi del potere delinquente". Oggi, dopo più di mezzo secolo, le cose stanno non solo come le aveva coraggiosamente denunciate il Comfort, e prima di lui Steiner, ma sono peggiorate al punto che occorre avvertire il cittadino in merito a ciò che egli non osa più riconoscere come reale: il massimo problema terroristico attuale non sono i terroristi ma la delinquenza politica che li genera. La reale classe dei veri criminali mafiosi di oggi è costituita dalla maggior parte dei politici, che noi, in quanto "popolo sovrano" andiamo a votare. Poggiando su precisi dati conoscitivi del genere umano, delle sue paure e della sua deficienza in resistenza morale, la delinquenza politica dispone di vere e proprie scuole (le università; nonché di un mega apparato mediatico) nelle quali viene conferita una sorta di iniziazione ai "migliori" truffatori e imbroglioni del pianeta. Da queste "scuole" sorgono i "grandi progetti", che dovrebbero "migliorare" la vita: piani di "guerra per la pace", piani di "signoraggio per l'economia", ricerche biologiche o mediche d’avanguardia per l'espianto di organi, tecniche di manipolazione delle coscienze (mobbing), veri e propri trattati commerciali e finanziari della globalizzazione, nonché di politiche genocide. mondialmente pianificate. Quanto segue (che ha dell'incredibile) è tratto dal libro dell'avvocato Adessa: "ONU. Gioco al massacro" (2).
Il 24 luglio 1980, la Casa Bianca pubblicava, a firma dell'allora presidente Jimmy Carter, i risultati di uno studio, durato tre anni, sulle risorse globali, e intitolato "The Global 2000 - Report to the President". Tale Rapporto (1600 pagine) era stato commissionato nel 1977 ed aveva coinvolto 14 enti fra agenzie e ministeri del governo americano, e centinaia di consiglieri esteri, sia negli USA che nel resto del mondo, nonché migliaia di funzionari. Sotto la direzione del segretario di Stato Cyrus Vance e del consigliere alla sicurezza Zbignew Brzezinski, e coordinato da Gustave Speth, il progetto aveva come direttore Gerard Barney, membro del "Club di Roma" e dello "Ad Hoc Group on Population Policy" di Henry Kissinger. Il Rapporto Global 2000 esordisce dicendo: "Se proseguirà la tendenza attuale, allo sviluppo demografico ed economico, il mondo del 2000 sarà più popolato, più inquinato, meno stabile ecologicamente e più vulnerabile alla distruzione del mondo in cui viviamo oggi. Possiamo già intravedere i gravi problemi che sorgeranno per la popolazione, per le risorse e per l'ambiente". Al potenziale lettore di Global 2000 vengono indicati, in nero, i punti che deve leggere per farsi un'idea delle "linee essenziali". Dopo meno di 60 pagine, si viene a conoscenza del fatto che la produzione alimentare, fino all'anno 2000, non aumenterà a sufficienza per coprire il fabbisogno dell'Asia del Sud, del Medio Oriente e dei paesi sottosviluppati africani. Si legge, poi, che i prezzi del petrolio aumenteranno ed i paesi meno sviluppati avranno difficoltà sempre crescenti per coprire il loro fabbisogno energetico. Le conseguenze saranno che la fame e le malattie uccideranno un numero sempre crescente di bambini e neonati. Le raccomandazioni sono in definitiva la riduzione, pianificata della popolazione mondiale di almeno due miliardi entro l'anno 2000! La totale arbitrarietà delle conclusioni del "Rapporto" è riconosciuta dagli stessi autori, quando vi affermano che: "Lo Staff di Global 2000, e molti consiglieri, sono giunti alla conclusione, sulla base dell'analisi dei modelli mondiali presentati, che è impossibile attribuire una verosimiglianza ad alcune delle previsioni basate su dati specifici (contenuti) nei capitoli precedenti". Il rapporto "Global 2000" risulta pertanto essere "una dichiarazione politica di intenti genocidi!" (3). Nel luglio del 1980, il segretario di Stato americano, Edmund Muskie, adottava il Rapporto GlobaI 2000 come politica ufficiale dell'amministrazione Carter! Da allora, il rapporto Global 2000 venne considerato un progetto da mettere in atto, per cui fu elaborato nei dettagli da un gruppo speciale diretto da Nick Yost. Come il rapporto originale, anche il documento per la realizzazione del progetto, intitolato "Global Future - Time to Act" (Un futuro globale - È ora di agire), fu stilato con l'ausilio di numerosi organismi extragovernativi, tra i quali il WWF (Fondo Mondiale per la Natura) e il consiglio per la difesa delle risorse naturali, finanziato da David Rockefeller. Nick Yost, direttore del Rapporto, e principale responsabile della sua realizzazione, in un'intervista, così si era espresso: "Ci saranno troppe persone nel mondo. Dobbiamo ridurre la popolazione di almeno due miliardi di persone, entro la fine di questo secolo" (4). David Barnhizer, del consiglio per la difesa delle risorse naturali, che contribuì alla ricerca, affermava: "Le nostre risorse sono fisse e limitate [...]. Ogni sviluppo del Terzo Mondo deve essere controbilanciato da un regresso nel settore avanzato. Se questo non avverrà con una pianificazione razionale, verrà fatto con le guerre e le carestie. Ma deve essere fatto!" (5). Dall'"Office of Population Affairs", e dall'"Ad Hoc Group on PopulationPolicy", creati da Kissinger, la politica estera americana viene diretta da chi ritiene che il genocidio di intere popolazioni rappresenti un'alta priorità della politica estera americana (6)! Nel libro "ONU. Gioco al massacro" vengono poi citate affermazioni di molti personaggi politici: Thomas Ferguson, responsabile della sezione latino-americana dello "Office of Population Affairs", che in un intervista del 20 febbraio 1981, dichiarò: "Ogni punto caldo nel mondo, in ultima analisi, è il risultato del fallimento della politica demografica. [...]. El Salvador è un esempio in cui il nostro fallimento di ridurre la popolazione, con programmi efficaci, ha gettato le basi di una crisi di sicurezza nazionale. [...]. Vi è un solo scopo in tutto il nostro lavoro: noi dobbiamo ridurre i livelli di popolazione. O i Governi seguono i nostri consigli, oppure capiteranno gli orrori che sono capitati a El Salvador, all'Iran o a Beirut. [...]. Guardate al Vietnam, anche quell'area era sovrappopolata. [...]. Noi pensavamo che la guerra avrebbe ridotto la popolazione, ma abbiamo sbagliato! Per ridurla efficacemente e rapidamente, si dovrebbero trascinare tutti i maschi sul campo di battaglia e si dovrebbe uccidere un numero significativo di donne in stato di fertilità. [...]. In El Salvador, si stanno uccidendo pochi maschi e non abbastanza femmine, per avere buoni risultati sulla popolazione. Se la guerra si prolungasse per 30 o 40 anni, allora sì che si potrebbe avere qualche risultato! [...]. Il modo più rapido di ridurre la popolazione è, comunque, quello delle carestie, come in Africa, o quello delle malattie, come nel periodo della "Peste Nera"; William Paddock, altro "esperto" dello "Office of Population Affairs": "Il rapporto Global 2000 è un documento meraviglioso. [...]. Ora, noi abbiamo bisogno di un "U.S. 2000"; e di una "Florida 2000" e di una "New York 2000"; una per ogni Stato, per iniziare a pianificare la situazione che dovremo fronteggiare. [...]. Ogni singolo paese del mondo è sovrappopolato, ma alcuni lo sono più di altri. [...]. Noi vedremo, tra breve, una drastica riduzione della popolazione. Questo capiterà in qualche modo. Uno dei quattro cavalieri dell'Apocalisse, oppure il quinto, che è la bomba (atomica). Questo non può essere fatto senza dolore e senza sofferenze"!
Ed Harlan Cleveland, ex presidente internazionale dell'Istituto Aspen, che dopo essersi congratulato con gli Autori di Global 2000, per aver preso in considerazione le sue previsioni sulle instabilità politiche dei paesi del Terzo Mondo, in un'intervista affermò: "Abbiamo avuto una catastrofe in El Salvador, una catastrofe in Libano, una completa catastrofe in Cambogia. Catastrofi in altri 100 paesi; comunque, non riuscirebbero a segnare un risultato apprezzabile sulla crescita della popolazione mondiale. Ma queste catastrofi potrebbero degenerare in 100 "Cambogie", che potrebbero eliminare un terzo della popolazione; questo sarebbe delizioso per i demografi!
Non è d'altronde improbabile che potremo avere un "El Salvador" in paesi più popolosi, come l'India, il Bangladesh, il Pakistan. Queste sono le nazioni che potrebbero realmente dare un contributo notevole alla riduzione della popolazione". Il rapporto Global 2000 ispirò, nel 1981, in USA, la Population Policy Act, una legge che faceva della crescita demografica zero una legge di Stato! Richard Ottinger, che aveva presentato la proposta di legge, si espresse addirittura così: "La sovrappopolazione è una questione di sicurezza nazionale. Noi abbiamo richieste di cibo eccedenti la produzione; così prenderemo decisioni, simili a quelle di Dio, su chi vivrà e chi morirà. Non c'è cibo sufficiente per tutti quelli che stanno morendo di fame e noi dovremo decidere se dovranno morire milioni di africani, di asiatici o dilatino americani! Può capitare ogni cosa, come la guerra civile in El Salvador. Noi potremmo entrare in quei paesi e spazzare via tutti [...]. Noi saremo dalla parte dei dittatori e il problema della popolazione verrà risolto dalla guerra".
Fra coloro che seppero apprezzare le conclusioni genocide del rapporto Global 2000, vi fu anche il generale Maxwell Taylor, comandante in capo delle forze armate americane durante la guerra del Vietnam, il quale in un'intervista, dopo aver lodato il "Rapporto", affermava: "Il Terzo Mondo è il luogo di maggiore instabilità, principalmente per l'eccessiva crescita demografica in quelle aree. Perché non migliorare queste condizioni? Noi possiamo aiutare chiunque! Non abbiamo garanzie di poter sfamare noi stessi nei prossimi 10 o 20 anni, e meno ancora gli altri paesi. Dobbiamo individuare quei paesi che posseggono risorse per noi vitali ed estendere loro la nostra protezione. [...]. Per gli altri paesi, cosa si può dire? Che si arrangino da soli! Si può considerare la guerra come un mezzo di controllo della popolazione? Non è un modo delicato di porre la questione.. ma, in effetti, questo corrisponde a verità. Non appena questi paesi devastati iniziano a varcare i loro confini in cerca disperata di cibo, la guerra scoppierà e la gente si ucciderà in massa per poter sfamarsi in qualche modo". La logica di questi mentecattocomunisti è molto semplice. Essi dicono: questo pianeta non basta per tutti, facciamone fuori un po', così tutto va a posto... ed è un bene per tutti... Ecco perché il dibattito sulla questione della crescita della popolazione in rapporto allo sviluppo economico interessa l'ONU dal 1962, come risulta dai suoi documenti: "Questo dibattito segnò il giro di boa della politica demografica delle Nazioni Unite. Da allora, essa si è mossa lentamente, ma progressivamente, verso un maggior coinvolgimento nel campo della pianificazione familiare" (7). La "politica demografica" dell'ONU e della società delle nazioni, è costata già 10 milioni di morti della prima guerra mondiale, ai quali vanno aggiunti altri 50 milioni di morti della seconda guerra mondiale. Nel 1937, l'arcivescovo anglicano William Temple, così si esprimeva al "Congesso dell'Unione Universale per la Pace" (!): "Potrebbe essere necessario che si addivenga ad una nuova guerra per ristabilire l'autorità della "Società delle Nazioni"; potrebbe accadere che la generazione attuale e le future siano decimate, sacrificate, affinché la "Lega di Ginevra" ne esca riaffermata, come l'ultima guerra fu indispensabile alla sua creazione". Sui cadaveri dei 50 milioni di morti della seconda guerra mondiale, veniva così riaffermata l'autorità della "Società delle Nazioni"! E nel 1946, nasceva come istituzione sovranazionale, l"'Organizzazione delle Nazioni Unite", o ONU. Al massacro dei 60 milioni di esseri umani delle due guerre mondiali, "necessari alla sua affermazione", l'ONU procede secondo il suo stile contro la popolazione mondiale, e i suoi controllori si servono del potere e dell'influenza di ogni agenzia, istituzione, e organizzazione facente parte, o associata, alle Nazioni Unite. Dal Segretariato Generale alla Banca Mondiale, ed al Fondo Monetario Internazionale; e dalle principali organizzazioni come l'UNESCO e l'OMS alle altre organizzazioni, istituti, consigli, fondi e commissioni ONU, questa idea fissa di "controllo demografico", o di "riduzione della popolazione mondiale", o di "spopolamento del pianeta", è diventata l'insistente ed ossessiva preoccupazione che ha permeato e permea perfino le migliaia di organizzazioni non governative, o ONG, registrate presso l'ONU. Nel suo Rapporto del 1992, contenente le sue proposte di riforma delle Nazioni Unite, il segretario generale Boutros-Ghali, dopo aver illustrato il nuovo contesto di insicurezza internazionale causato dalla proliferazione delle armi nucleari e di quelle convenzionali, dal razzismo e dal progresso tecnologico (!), non esita a porre, tra i più gravi problemi sul tappeto, quello dell'incremento demografico: "Questa nuova dimensione di insicurezza - scrive Boutros-Ghali - non deve permettere di oscurare i continui e devastanti problemi della crescita incontrollata della popolazione" (8). Ed alla martoriata popolazione di Sarayevo, che il 31 dicembre 1992, dopo dieci mesi di ininterrotto assedio, lo avevano accolto urlando: "Boutros-Ghali, vergogna! Boutros-Ghali, Hitler!", il segretario generale delle Nazioni Unite, a coloro che avevano osato insultarlo, ha risposto: "Di che cosa vi lamentate? Voi vi trovate in una situazione migliore ad un'altra decina di luoghi nel mondo! [...]. La mortalità in altri paesi è molto più grave [...]. Il problema sono i mass media [...] che danno risalto alle piaghe della popolazione, oscurando i sottili segni di progresso ottenuti nel processo di pace"! Tra le personalità più influenti, che non esitano a schierarsi in campo per la riduzione della popolazione mondiale, un posto d'onore spetta all'ex banchiere Robert Mac Namara, che nel 1984, sull'autorevole rivista "Foreign Affairs", affermava che determinati livelli di popolazione mondiale non dovevano, né avrebbero dovuto essere superati: "Ciò avverrà o attraverso misure umane e volontarie, o per una battuta d'arresto malthusiana" (9). Nel 1980, egli aveva già ammonito che: "Il problema principale è quello della crescita della popolazione [...]. Ci sono solo due strade per evitare un mondo con 10 miliardi di persone: o si fanno scendere rapidamente le attuali cifre della natalità, o si fanno aumentare le cifre della mortalità. Esistono, naturalmente, molti modi per innalzare il tasso di mortalità; in un'era termonucleare, la guerra può risolvere questo problema molto rapidamente e in modo definitivo, mentre le carestie e le malattie sono, invece, le soluzioni più antiche" (10). Il 18 giugno 1990, ospite d'onore alla conferenza sui "Problemi Demografici in Africa", Mac Namara, senza troppi complimenti, aveva dichiarato: "L'aids è appena una puntura di zanzara in confronto alle dimensioni del problema [...]. Anche mettendo insieme l'aids e le guerre regionali, i morti si contano solo a centinaia, mentre le nascite si contano a migliaia"! (11). Ecco perché è auspicabile che tu, che stai leggendo queste cose, sentendo parlare dell'ONU, ti ricordi anche del Goetheanum di Dornach come simbolo di pace cosmica.
NOTE (1) A. Comfort, "Authority and delinquency. A study in the psichology of power", oggi tradotto in italiano col titolo "Potere e delinquenza" dalle Ed. Elèuthera. |
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